Il calcio soffre un momento di crisi che pervade la città, così va a finire che il pallone al Mariotti si sgonfia
ALGHERO - Il calcio algherese è in crisi, non solo per l’ultimo posto in classifica della sua squadra più rappresentativa. L’Alghero va male, e la città abbandona la sua squadra. L’Alghero fra i professionisti, alla sua prima esperienza, almeno per ora è un fallimento. Domenica ad assistere alla partita fra Alghero e Ivrea c’erano 147 paganti, per un incasso che si è aggirato intorno ai duemila euro. Cosa da far accapponare la pelle al presidente Corrado Sanna, che è al timone di una squadra che di tutta ha bisogno tranne d’essere lasciata sola. Avevamo trattato l’argomento poco più di un mese fa e allora si parlava di 450 paganti, ora siamo a un terzo. Una frazione così esigua che metterà sicuramente paura a tutti i dirigenti. Pochi in verità sopravissuti allo sconvolgimento societario post-esonero di Mauro Giorico.
Ma il presidente c’è, e Corrado Sanna in altra occasione è stato molto chiaro sulla situazione e questo stato di disamore fra la città e la squadra che la rappresenta. «Non riesco a darmi una spiegazione plausibile - dichiarò Sanna - una nota stonata che stride con la realtà. Forse - affermò - la città non ha ancora capito cosa significhi avere una squadra fra i professionisti. Non è solo una questione di prestigio, è un fatto di carattere sociale, che deve smuovere le persone e convogliarle allo stadio».
Il grido di rabbia del presidente cadde nel vuoto, e ieri l’altro al Mariotti sembrava si stesse disputando una partita per pochissimi intimi. Eppure le scuse accampate ora non reggono più: la squadra gioca fra i professionisti, lo stadio è accogliente con la tribuna centrale coperta. Forse la città soffre un’overdose di calcio. Una città di poco più di 45mila abitanti annovera sette squadre nella sua area comunale: Alghero, Fertilia, La Palma, Atletico Pietraia Alghero, Audax Algherese, Pietraia e Maristella. Tante realtà calcistiche che ogni domenica si muovono all’interno dei rispettivi campionati muovendo dirigenti e giocatori al seguito, quando poi le partite sono concomitanti, il pubblico si fraziona ancora di più.
Ma può bastare ciò a giustificare la presenza al Mariotti di sole 147 persone paganti? Non proprio. Il calcio ad Alghero forse soffre un momento di crisi che pervade la città. Le persone a vedere le partite sono poche al Mariotti, ma sono altrettanto poche al Cataldi di Santa Maria La Palma e al San Marco di Fertilia. Il trend negativo che interessa Alghero non si discosta da quello che interessa altre realtà. Giocare fra i professionisti dovrebbe essere un “traino” per il pubblico da palato fine. Invece si sa per certo che troppa gente frequenta locali pubblici dove c’è una pay tv e la partita in diretta di serie A al costo di una birra o poco più. E se le cose continuano così va a finire che il pallone al Mariotti si sgonfia, perché i dirigenti non possono proporre un “gioco”che viene snobbato dalla città, e il costo lo conosciamo tutti, supera abbondantemente il milione di euro.
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