Confermato l´impegno programmatico dell´incompatibilità tra incarichi di giunta e il ruolo di consigliere regionale
La giunta “Nascerà ,ha spiegato Soru , entro dieci giorni dalla proclamazione degli eletti”. E sarà “una giunta con una importante volontà di cambiamento e di rinnovamento”. Sulla scelta del suo vice, il neo-governatore della Sardegna ha mantenuto il riserbo manifestato per tutta la campagna elettorale. “Non so ancora, ha ripetuto anche ieri sera , chi sarà il vicepresidente della Giunta”, ma con insistenza si fa il nome di Gian Valerio Sanna . Ancora più duro lo scontro per la persona designata alla Presidenza del Consiglio: molti si propongono, mettendo le mani avanti: si parla di Renato Cugini, di Emidio Casula, di Giacomo Spissu. Gli assessori: “non saranno tutti esterni”. Soru conferma l´impegno programmatico dell´incompatibilità tra incarichi di giunta e il ruolo di consigliere regionale. Questo non significa che dell´esecutivo non faranno parte esponenti politici di partiti di maggioranza. Come Soru aveva già spiegato qualche giorno fa in un´intervista a un quotidiano. Gli assessori “saranno in parte politici e in parte esterni alla politica”.
“Ci siamo presentati con un programma e una coalizione. Prometto fin da ora che non cambierò coalizione. La legge me lo consentirebbe ma io inizio la legislatura con questa maggioranza e, finché ci sarò, ci sarà questa maggioranza. Con i componenti della coalizione abbiamo discusso a lungo ma ne è valsa la pena”.
Lo schema di Soru, concordato, prevedeva quattro Assessorati ai DS, tre alla Margherita, due a Progetto Sardegna, uno a Udeur, Sdi e Rifondazione. Ma dei dodici Assessorati, Soru vorrebbe avocarne due a se, tagliandone due ai partiti. E giù mugugni e mal di pancia, con Renato Cugini chiamato a “chiarire” con il Presidente i patti. Ma le rose di nomi richieste da Soru non sono arrivate, piuttosto qualcuno vorrebbe che il neo Governatore assegnasse ai partiti gli Assessorati per poi procedere alle nomine dei papabili. Su questo Soru pare non vuole sentire ragioni, allora si affacciano più soluzioni: Giunta del presidente, sostegno tecnico della coalizione, oppure Giunta della coalizione che sostiene il presidente, ed è su questa strada che sembrano indirizzati i partiti. Insomma Soru non vuole rimanere incastrato dai partiti, ma non può farne ameno. Certo che i malumori interni ai partiti non sono pochi, Soru deve cercare di “cucire” in fretta eventuali strappi per non partire male. C’è bisogno di fare subito chiarezza, per evitare che la nomina degli assessori, risultante da rose di nomi, così come si era concordato, si trasformi per Renato Soru come primo fosso.
Come aveva annunciato, l´impegno di Soru durerà il tempo di una legislatura, cinque anni, di intenso impegno da impiegare bene. Ma cinque anni in politica sono pochi, non sappiamo quanto questa sua dichiarazione potrà condizionare il suo progetto nel complesso, e quanti “pruriti” possa far nascere Cinque anni talvolta servono per progettare e far partire alcune iniziative, altre di lungo respiro non possono vedere risultati tangibili in così poco tempo. I cinque anni di Soru si presentano un po ambiziosi, lavori, lo aspetteremmo alla prova dei fatti. Intanto parta.
Commenti