Il cinquantunenne cagliaritano punta alla presidenza, dopo l’addio di Benedetto Piras
ALGHERO - Andrea Delpin è nato a Cagliari nel 1957 e nel corso della lunga militanza nei quadri della Figc e nella scuola, ha costruito un bagaglio di esperienze che hanno fatto di lui un punto di riferimento per società e dirigenti isolani, soprattutto appartenenti a quelle realtà sportive proiettate nel Settore Giovanile e Scolastico, grazie alle sue doti umane, ma soprattutto per la sua capacità di interpretare lo sport come veicolo educativo che in collaborazione con le famiglie e le altre istituzioni del territorio, concorre alla prevenzione del disagio giovanile.
Molteplici sono i ruoli che ha ricoperto negli ultimi anni: vice Presidente della Federazione Internazionale dello Sport Scolastico; presidente della Figc settore giovanile e scolastico della Sardegna dal 1989 al 2006 (ad esclusione 1995 e 1996); coordinatore regionale della Figc settore giovanile e scolastico dal 2006; presidente del Calcio Sinnai nelle stagioni 1994/95 e 1995/96; organizzatore di tre edizioni delle finali nazionali della Coppa Primavera Allievi e Giovanissimi (1993–1998–2002), di due edizioni dei campionati mondiali studenteschi di calcio 1999 e 2001, dei campionati mondiali studenteschi di pallavolo 2008, delle finali nazionali dei giochi sportivi studenteschi 2000, di due convegni internazionali sul doping 2000 e 2002 e di un convegno internazionale sullo sport scolastico 2004. E’ stato inoltre presidente del Comitato regionale della FIPAV dal 2000 al 2004 ed è stato insignito della carica di cavaliere della Repubblica e benemerito della FIGC.
Con quali motivazioni si propone alla presidenza del Comitato regionale Sardegna?
«Con le stesse motivazioni che mi hanno caratterizzato negli anni in cui ho presieduto il Settore Giovanile della Figc. Spirito di servizio, passione, desiderio di contribuire alla pratica di una sana attività calcistica delle società, dove l’agonismo e il divertimento trovino il giusto equilibrio fra loro salvaguardando sempre i valori educativi che devono caratterizzare lo sport più bello del mondo».
Quali sono stati sinora a suo giudizio i punti forti e i punti deboli nel rapporto fra il Crs e le società?
«In generale credo che il servizio offerto dal Crs alle società sia stato soddisfacente. Forse ora si rende necessario garantire un servizio più moderno sotto il profilo della comunicazione (sito internet più completo e di facile consultazione, informazioni costanti sulle normative federali, delle istituzioni pubbliche, sull'impiantistica sportiva), delle consulenze di tipo professionale (fiscale, legale, medico)».
Crede sia utile individuare un referente per ogni area geografica dell’isola, cui sia delegato il compito di rappresentare le società della sua zona di competenza e portarne all’attenzione del presidente le problematiche?
«Di fatto questa funzione sarà di competenza delle delegazioni provinciali esistenti nel territorio, dei consiglieri regionali eletti e dei delegati assembleari eletti».
In che modo può essere assicurata una più efficace presenza del Comitato nelle diverse aree territoriali?
«Con le figure che ho appena citato e naturalmente con la stessa struttura centrale del Crs. Il ruolo dei rappresentanti federali della Sardegna dovrà essere comunque un po’ più attivo rispetto al passato e gli incontri con le società dovranno essere previsti non solo nelle sedi federali, ma quando possibile anche sul campo».
Esiste a suo giudizio un modo “alternativo” di distribuire gli organi periferici del Crs?
«La struttura è già ben ramificata nel territorio. Bisogna solo interpretare il ruolo con passione e motivazione».
Cosa significa per lei la Giustizia sportiva?
«La giustizia deve essere “giusta” e i giudici devono essere scelti perché persone fondamentalmente “giuste e competenti”».
Per dirla in “politichese”: che cosa si propone di realizzare o su quali basi vorrebbe iniziare, qualora venisse eletto, nei “ primi 100 giorni”?
«I primi 100 giorni sono in realtà gli ultimi 100 giorni della stagione sportiva in corso che di fatto è stata già programmata dal direttivo uscente. I primi 100 giorni saranno fondamentali per programmare la stagione 2009/2010 che ci vedranno impegnati su tutti i fronti ma con particolare attenzione sui seguenti aspetti: riorganizzazione delle attività di Settore giovanile, dai primi calci agli Juniores, dalle scuole calcio ai tornei e campionati pre-agonistici ed agonistici; consulenza alle società con operatori professionisti dei settori inerenti gli aspetti fiscali, le norme federali, tutela della salute; formazione ed aggiornamento dei tecnici in collaborazione con l’Aiac; formazione ed aggiornamento dei dirigenti con proposta di corsi dedicati; ricerca di una comunicazione moderna ed efficace fra la federazione, le società, i tesserati e le famiglie, sfruttando al meglio le opportunità offerte da internet e dalle forme di comunicazione più attuali; confronto costante con la Lega Nazionale Dilettanti per la tutela delle peculiarità del nostro movimento calcistico che per configurazione del territorio e per densità di abitanti necessiterebbe di particolari attenzioni nell'applicazione di alcune norme federali (ad esempio i fuori quota, i criteri di ammissione ai campionati regionali giovanili, i premi di preparazione); interventi di supporto alla struttura federale arbitrale per la ricerca di un miglior servizio alle società e per favorire la collaborazione per la crescita tecnica degli arbitri; nuove opportunità di sponsorizzazioni che possano avere ricadute positive nei servizi offerti alle società ed ai tesserati in genere; rivalutazione del calcio a 5 e del calcio femminile; sede federale: rispetto delle indicazioni fornite dal Direttivo uscente e dalle società della Sardegna, con la doverosa analisi e valutazione delle nuove proposte pervenute dal Coni; incontri frequenti con le società intervenendo, se necessario, nel territorio di residenza delle società; potenziamento delle strutture periferiche federali con più strumenti, mezzi e risorse umane».
Nella foto: Andrea Delpin
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