Violazione dei sigilli, violenza privata e danneggiamenti, i capi d’accusa in oggetto. L’udienza è stata rinviata a data da destinarsi
ALGHERO – Violazione dei sigilli, violenza privata e danneggiamenti. Questi i capi d’accusa per i quali tredici condomini, che anni fa hanno acquistato le camere dell’Hotel Capo Caccia per farne unità abitabili, si sono presentati davanti alla corte del Tribunale di Sassari, sezione distaccata di Alghero. Ma questo è servito a poco, visto che l’udienza è stata rimandata a data da destinarsi.
Le persone a giudizio, avrebbero ripetutamente violato i sigilli, creando anche tensione nei rapporti con i proprietari e con il personale dell’albergo. Pare che, uno di loro, sia anche accusato di aver danneggiato il quadro che controlla l’approvvigionamento elettrico ed idrico della struttura.
Tra i momenti di massima tensione, si ricorda il 10 agosto di cinque anni fa, quando cinque condomini, assieme ad una quindicina di ignoti, occuparono la hall dell’hotel per circa trenta minuti, fino all’arrivo della vigilanza.
La situazione va ormai avanti da una decina d’anni e, benché nei dibattimenti precedenti, la proprietà della struttura alberghiera si sia sempre sentita dare ragione, la partita è ancora aperta. Infatti, proprio pochi giorni fa, il giudice monocratico Guido vecchione, ha assolto una condomina dall’accusa di violazione dei sigilli.
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