Non entusiasma il connubio fra lirica e musica pop. Pochi intimi per la serata in prosa del Festivalguer, allestita con la collaborazione di CEDAC Sardegna. Non certo per lo spettacolo dai contenuti e protagonisti elevati. Va in scena Riccardo III di W. Shakespear, interpretato da un eccellente Enrico Montesano. La drammaturgia inglese, inscenata da una compagnia di tredici elementi, fra cui risalta l’elegante Lady Anna (Fiorella Rubino), l’intensa Regina Elisabetta (Carla Cassola), l’intrigante Clarence (Giovanni Argante), Marina Ninchi, tosta duchessa e via via tutti i reali e cortigiani del blasone di York.
“…Aspro e senza amore…che non sa adulare…” l’umore (anche prima di salire la scena), d’Enrico nazionale, piccolo folletto sciancato e nero, tenebroso e malvagio ideatore di manovre e ragionamenti che gli arrideranno l’ambito potere sovrano.
Battute e gestualità ironiche, che alleggeriscono il pathos della celebre tragedia shakesperiana, intrisa d’incantesimi, malefici, streghe e congiure di corte.
Priva di scenografie mobili, con un impianto luci spartano, quello audio che fornisce voci decenti solo dalle zone centrali del palco, la resa teatrale, è affidata esclusivamente agli sforzi degli attori che sono in ogni modo bravi nel ricoprire le parti di un copione in versi, lungo quanto impegnativo.
Uno spettacolo per un selezionato pubblico di nicchia, incastonato, ci pare estemporaneamente, in un calendario d’eventi più balneari, che non ne facilitano un’appropriata adesione di partecipazione.
Ci pensa “Plautageneto”- Montesano, con scambi veloci e mimica surreale nel duettare con Buckingam (Daniele Griggio) o nell’ammaliare le varie donne che gli serviranno nei suoi diabolici progetti, a captare l’attenzione di un pubblico attento, che in più occasioni stempera la tensione sulla ribalta, con scroscianti e spontanei applausi. E’ notte fonda, quando la compagnia, per la regia d’Armando Pugliese ed i costumi di Silvia Polidori, si congeda dagli spettatori, sicura di aver prodotto il miglior risultato possibile. Di più non si poteva. Il prossimo cartello invernale CEDAC, sicuramente garantirà atmosfere e successi maggiori. Una serata in chiaroscuro che ha soddisfatto la maggior parte del pubblico accorso, anche se più di una persona non ha gradito una chicca nell’intervallo fra i due atti della commedia: mini gelati confezionati da novanta cents, venduti al triplo, due euro e cinquanta, un minisalasso di cui nessuno ne avvertiva il bisogno.
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