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A.B. 14 maggio 2009
Rinascono le Foreste modello
Al via il tavolo tecnico internazionale, in programma per due giorni a Cagliari


CAGLIARI - Ieri mattina, l’assessore dell’Ambiente Emilio Simeone, ha presentato il progetto “Foreste modello”. L’idea è nata nella Conferenza di Rio del 1992, è stata presentata per la prima volta dal Canada e poi recepita da altre nazioni ed oggi conta ventidue Paesi aderenti al progetto, e quarantanove siti nel mondo.

«Un’iniziativa - ha dichiarato - che mostra la capacità di gestione sostenibile di un territorio a vocazione forestale: un’occasione per produrre reddito dai prodotti del bosco e dall’utilizzo degli spazi dei territori. Nell’ambito della risorsa foresta, la Regione sta definendo un progetto di tipo industriale e reddituale - ha aggiunto – perché riteniamo che sulla foresta si possa intraprendere una politica di sviluppo del nostro territorio. In Sardegna abbiamo circa un milione e duecentomila ettari di patrimonio boschivo e, su questo versante, assieme alla Toscana, siamo la regione più importante d’Italia».

Queste tematiche verranno affrontate in un tavolo tecnico,oggi, giovedì 14, e domani, venerdì 15 maggio, nella sala Anfiteatro, in Via Roma 54 a Cagliari. E’ prevista la presenza dei partner del progetto comunitario “Med-Foreste Modello”: la Francia con la Corsica (soggetto capofila) e la Provenza-Costa Azzurra; la Spagna con Castilla y Leon e Murcia; la Grecia con la Macedonia occidentale e la Prefettura di Magnesia; la Croazia con Istria. Altri quattro paesi (Marocco, Algeria, Tunisia e Turchia) parteciperanno al progetto in qualità di paesi gemelli (la Sardegna è gemellata con la Tunisia). A disposizione della Regione un budget di centoottantamila euro che ha approvato, in linea tecnica, il protocollo d’ intesa di adesione alla Rete mediterranea di Foreste modello nel marzo del 2008 in Spagna e ratificata nella prima riunione della nuova Giunta.

«Il progetto si inserisce nel quadro delle linee dettate dal Piano forestale ambientale regionale - ha spiegato il direttore del servizio Tutela del suolo e Politiche forestali, Antonino Liori - Riteniamo che sia un’occasione di sviluppo per i settori gravitanti attorno ai compendi forestali, con indubbi vantaggi per l’indotto produttivo locale. Nella riunione si procederà alla valutazione dei contesti regionali in cui si dovrà operare. La cura del bosco, oltre che fornire un contributo al reddito, porta anche ad aumentare il fattore di difesa del suolo».

In Sardegna quasi il 50percento della copertura forestale è di proprietà privata: di cinquecentocinquantamila ettari di bosco, duecentoventimila sono gestiti dall’Ente Foreste, mentre la restante parte è in mano ai comuni ed ai privati. «Attualmente sono pochissime le imprese che traggono redditi dai prodotti del bosco - ha aggiunto Salvatore Angelo Todde, responsabile del progetto Foreste Modello - L’unico settore produttivo che trae reddito dal bosco in Sardegna è quello sughericolo, che costituisce una filiera cosiddetta corta (bosco, sughero, trasformazione e commercializzazione). Gli altri utilizzi, compresa la biomassa per la produzione di energia, hanno grandi potenzialità e potrebbero essere incentivati anche attraverso le misure del Piano di sviluppo rurale, per consentire di trarre un giusto reddito anche da parte dei privati».

Il progetto “Foreste modello” è rivolto sia ai soggetti pubblici che privati che potranno trarne benefici diretti o indotti, beneficiando del valore aggiunto sui loro territori e sui loro prodotti: difesa del suolo, certificazione dei prodotti derivanti dalle attività tradizionali. «La naturale evoluzione di questo progetto dovrebbe essere il riconoscimento a livello europeo del network internazionale delle Foreste modello - ha concluso l’assessore Simeone - e possono avvantaggiarsi dall’appartenenza alla foresta modello anche altri comparti tradizionali dell’economia sarda, quali il sistema agro-pastorale, turistico, storico culturale e l’artigianato. Un’ulteriore occasione per lo sviluppo economico dell’isola coerente con le strategia di sostenibilità ambientale europee».
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