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Antonio Sini 26 maggio 2009
La Palma: Amabile Simbula, l´addio
Dopo ventisette anni, il direttore generale della formazione algherese si fa da parte. Nel mirino politici insensibili e dirigenti estivi


ALGHERO - Amabile Simbula, il “motore” per almeno cinque lustri del La Palma, getta la spugna. Un passo indietro per un uomo che non è solo un dirigente, ma il simbolo di una squadra che si identifica nella borgata di Santa Maria La Palma.

Tanta amarezza nelle sue parole, nei confronti delle Istituzione e soprattutto nei confronti di coloro (e sono stati davvero tanti) che nel La Palma si affacciano d’estate e poi si dileguano con il primo freddo autunnale. Amabile Simbula ferma le biglie, un gesto che sorprende non poco e fa largo a forze nuove e entusiaste, lui che lo smalto lo ha perso da un pezzo, da quando cioè si è accorto di essere persona non gradita sia in borgata che in città.

Corre voce che lei debba lasciare il La Palma.
«Si, devo confermarlo. E’ una decisione dettata da mille motivi, non certamente perché siamo retrocessi. E’ stata una retrocessione sportiva, e io dovevo andare avanti o prendere forza per migliorare».

Dopo quanti anni lascia il La Palma?
«Dopo ventisette anni tondi tondi».

Come mai ha maturato l’idea di abbandonare?
«Lasciare il La Palma per me è come lasciare un figlio. L’idea è maturata perché dopo l’ennesima brutta figura durante il campionato, mi sono vergognato di rappresentare la città di Alghero. Quando vedo che le Istituzioni sono ferme, immobili, nei confronti di una struttura di gioco impresentabile agli occhi di tutta la Sardegna, beh. Solo da poco hanno tagliato le sterpaglie proprio quando il campionato di Eccellenza è terminato, un segnale di menefreghismo totale, a questo punto la mia missione finisce qua».

Si sta lamentando con l’Amministrazione pubblica, con il Comune di Alghero?
«Mi sto lamentando con quelle persone che possono dare tanto a questa città, ma sotto questo punto di vista non ho notato grandi riscontri».

E’ contro la politica?
«Diciamo di si!».

Quindi Amabile Simbula si fa da parte, ma perché?
«Amabile si fa da parte con la speranza che qualche politico capisca che questa è una decisione sofferta però indispensabile, probabilmente perché la mia persona non è più gradita in questa borgata e in questa città».

Il futuro del La Palma senza Amabile Simula è difficile da immaginare…
«Ma no, non l’ho pensato prima e non lo penso oggi. Sono convinto che lasciando spazio a un altro, la società rinasca. Nessuno può capire quante volte sono stato preso in giro da certi personaggi che puntualmente spuntano in estate e poi mi lasciano solo a remare sino alla fine del campionato».

E’ un riferimento a dirigenti che si presentano promettono e poi scompaiono?
«Certamente il riferimento non è a quegli amici intimi e veri del La Palma, che da anni lottano al mio fianco, ma ai personaggi fantasma che si presentano solo d’estate. Questa è la volta buona, per me, per lasciare».

Com’è il futuro del La Palma?
«Ma il La Palma deve proiettarsi nel futuro per allestire una squadra giovane, nuova, con un tasso di esperienza valido e da dove possa ripartire. Questo è l’ augurio che io faccio a chi mi succederà».

Amabile, ma è proprio un addio o forse un arrivederci?
«Mi auguro… possa essere un arrivederci, ma… oggi é certamente un addio!».

Nella foto: Amabile Simbula
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