L’assessorato regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale predispone un progetto e si confronta con amministrazioni e volontariato
Nel periodo estivo gli anziani hanno bisogno di maggiori attenzioni, perché l’emergenza caldo rappresenta un serio rischio per chi vive solo o in particolari situazioni socio-sanitarie. Per questo motivo l’assessorato regionale alla Sanità ha riunito a Cagliari cinquanta fra rappresentanti delle Asl, prefetture, associazioni di volontariato, sindacati e amministratori dei maggiori Comuni e delle Province, con l’obiettivo di iniziare il confronto su un progetto di assistenza agli anziani a partire dai problemi del periodo estivo. Si è trattato di una prima presa d’atto del problema da parte dell’assessore alla Sanità Nerina Diribndin, per poter affrontare meglio le necessità che si presenteranno in futuro.
Sulla base dello schema preparato dal Ministero della Salute, l’assessorato ha predisposto una bozza di intervento che si è arricchita delle tante esperienze già messe in campo in questi mesi dalle singole amministrazioni isolane. “L’invecchiamento normalmente viene visto come fattore di preoccupazione, ma in realtà rappresenta le capacità di una società di poter assicurare una buona qualità della vita”, ha spiegato l’assessore Nerina Dirindin. “Gli anziani hanno però problemi che vanno affrontati in maniera specifica e non solo nei mesi estivi. Per questo motivo uno degli obiettivi del prossimo Piano Regionale (che si articolerà in due parti, sanitaria e sociale) è di tenere in particolar conto delle loro necessità”.
Il progetto della Regione si propone di coordinare tutte le iniziative già presenti nel territorio riguardo l’emergenza caldo e di avviare un processo più completo di tutela degli anziani operativo tutto l’anno. Nella fase iniziale saranno interessati i centri maggiori: Cagliari, Sassari, Nuoro , Oristano, ma anche Alghero, Olbia, Carbonia, Iglesias e Quartu.
Le persone a cui il servizio è rivolto non sono solo anziani, ma anche pazienti costretti a lunghe degenze, persone non autosufficienti o con malattie mentali, insieme a coloro che vivono da soli. Secondo l’Istat, nel 2001 nell’isola erano infatti 140 mila i nuclei familiari composti da una sola persona. Gli over 65 sono invece 256 mila. Contrariamente a quanto si crede, la Sardegna non è tra le regioni più “vecchie” d’Italia: il suo indice di vecchiaia (cioè il rapporto percentuale tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione fino ai 14 anni) è di 109.3, contro una media nazionale di 127.1. L’isola risulta così la sesta regione più “giovane” del Paese.
Il progetto prevede, fra l’altro, una mappa dei bisogni, la verifica delle modalità d’intervento basate sulla reperibilità degli operatori socio-assistenziali (con il fondamentale contributo delle associazioni di volontariato), una campagna informativa sugli stili di vita consigliati agli anziani nel periodo estivo e una circolare di informazione medica per tutti gli operatori sanitari.
Nel corso dell’incontro, numerosi amministratori comunali, sindacalisti e operatori sanitari sono intervenuti per portare il loro contributo. “Ho apprezzato lo spirito di collaborazione”, afferma l’assessore Dirindin. “Anche in Sardegna le politiche sociali devono essere potenziate. Servono sicuramente più risorse economiche ma è anche necessario avere la certezza che ogni euro venga utilizzato al meglio per obiettivi precisi. Solo se sapremo spendere bene tutte le risorse che abbiamo, potremo con maggiore forza e autorevolezza chiedere più finanziamenti al governo nazionale”.
Commenti