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Red 30 maggio 2009
G8, Cantiere Sociale: Solidarietà arresti Torino
«Ad Alessandro ci lega un lunga serie di iniziative e manifestazioni comuni sia in Sardegna che in Italia, a partire dal NoG8 di Genova del 2001»


ALGHERO - Il Cantiere Sociale de l'Alguer esprime piena ed incondizionata solidarietà ad Alessandro e Domenico, i compagni arrestati a Torino nel corso delle manifestazioni contro il G8 dell'università tenutesi la settima scorsa.

«Ad Alessandro ci lega un lunga serie di iniziative e manifestazioni comuni - precisa una nota del Cantiere Sociale algherese - sia in Sardegna che in Italia, a partire dal NoG8 di Genova del 2001. In generale, tuttavia, ci sentiamo vicini a tutti coloro che erano in piazza a Torino, uniti dalla forte volontà di cambiamento e di critica non solo rispetto al G8 in quanto tale, ma anche alla via che i governi (in combutta con chi oggi è a capo dell'università intesa come istituzione) hanno scelto per la formazione, la ricerca e il sapere in Italia come in tutto l'occidente capitalista».

«Appare ormai chiaro - sottolineano - che la decisione è quella di costruire una scuola ed un'università sempre più rivolta ad un'élite, il cui unico merito è quello di appartenere alle classi più agiate della società. Va da sé che la contropartita è la creazione di una larga massa -una vera e propria plebe- tenuta alla larga dai processi formativi dell'istruzione e della ricerca».

«Oggi a Torino, a luglio a L'Aquila, gli otto principali colpevoli e responsabili della crisi economica e finanziaria mondiale (che, ovviamente, colpisce ancora una volta le classi e i paesi più poveri) si autoconvocano apparentemente per trovare una via d'uscita e risollevare le sorti del capitalismo mondiale -il cui fallimento sfugge solo a chi fa finta di non vedere- in realtà per continuare ad affamare i popoli più deboli e tentare di mantenere invariato il potere nelle loro mani.»

«Riteniamo sia un dovere manifestare la propria contrarietà e scendere in piazza democraticamente e con determinazione come hanno fatto Alessandro, Domenico e tutti i compagni a Torino, per respingere l'arroganza di capi e capetti di turno (rettori, ministri e compagnia cantante) e per rimarcare l'importanza di un sapere libero, laico e per tutti».

«Lo Stato Italiano - conclude il Cantiere Sociale - continua invece a dimostrarsi uno stato di polizia, reprimendo e opprimendo ogni forma di dissenso, coadiuvato in ciò dalla stampa sempre più al guinzaglio del potere "ufficiale", a caccia di violenti da sbattere in prima pagina, ma poco propensa ad ascoltare la voci critiche».
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