La premiazione dell’edizione 2009 è prevista per l’11 settembre, al teatro Olimpico di Vicenza
CAGLIARI – “Pensaci, Giacomino!”, lo spettacolo prodotto dal “Teatro Stabile della Sardegna”, diretto ed interpretato da Stefano Randisi ed Enzo Vetrano, fa parte della terna che concorrerà agli “Olimpici del teatro 2009”, i premi che l’“Ente Teatrale Italiano” promuove, assieme al “Teatro Stabile del Veneto”, come miglior spettacolo di prosa della stagione. Gli altri due spettacoli, sono “Sogno di una notte di mezza estate” di Luca Ronconi ed il “Macbeth” di Gabriele Lavia. La cerimonia di premiazione si svolgerà l'11 settembre al “Teatro Olimpico” di Vicenza.
«Siamo molto orgogliosi di avere prodotto uno spettacolo quale Pensaci, Giacomino! - commenta Antonio Cabiddu, presidente del Teatro Stabile della Sardegna - Uno spettacolo che si distingue per la bravura degli attori e per la sapienza registica».
Stefano Randisi, regista ed interprete nelle vesti di Padre Landolina, racconta il percorso che ha portato i due registi ed interpreti siciliani alla seconda candidatura agli Olimpici. «E’ un’emozione molto forte. Siamo molto orgogliosi ma c’è anche da parte nostra un forte senso di responsabilità. Due anni fa la candidatura de “Le smanie della villeggiatura” ci aveva sorpreso: oggi accade lo stesso anche perché ci troviamo a competere con dei mostri sacri del teatro italiano. Il perché della nostra candidatura? Il lavoro è piaciuto e piace molto, ci sono dei nomi nuovi ed è stato adottato da parte nostra un metodo di lavoro registico improntato sulla dialettica, sul confronto costante. Si può dire che ciò che viene premiato è forse proprio questo metodo nuovo, una regia che si basa su una poetica comune, come già era accaduto con le Smanie, dove a dirigere eravamo addirittura in quattro (con Elena Bucci e Marco Sgrosso)».
Enzo Vetrano, che veste i doppi panni del regista e del professore Agostino Toti, sottolinea il lavoro effettuato sull’attore. «Credo che ciò che si sia voluto premiare sia la credibilità scenica dell’attore, l’“essere”, il “non recitare”. E’ questo l’elemento che sta entusiasmando le platee. “Non recitate, siete veri!” ci dicono alla fine dello spettacolo sia il pubblico che i colleghi: grandi attori del teatro italiano, come ad esempio Paola Pitagora, che aveva proposto la mia candidatura a miglior attore e che ringrazio per questo, si sono emozionati moltissimo. Credo che il risultato che abbiamo ottenuto sia legato proprio a questa “verità scenica” che l’intero gruppo (un bel gruppo, ci tengo a sottolineare) è riuscito ad ottenere. D’altronde non abbiamo fatto altro che seguire l’indicazione principale che Pirandello, in vesti di regista, era solito dare ai suoi attori: “agite per mosse d’anima».
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