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A.D. 6 luglio 2009
Spettacolo, c´è l´Accademia della Follia
"Matti di mestiere, attori per vocazione", questa l’autodefinizione dei matt-attori dell’Accademia, portatori sani di follia, ricchi di un’arte carica di prezioso vissuto. Martedì al Forte della Maddalenetta


ALGHERO - Arriva ad Alghero da Trieste il prossimo martedì 7 luglio l’Accademia della Follia, che presenta al Forte della Maddalenetta lo spettacolo "La luce di dentro - Viva Franco Basaglia" nell’ambito della rassegna "IsolÆmenti" curata dalla Compagnia Teatro d’Inverno e dalla Società Umanitaria di Alghero. "Matti di mestiere, attori per vocazione", questa l’autodefinizione dei matt-attori dell’Accademia, portatori sani di follia, ricchi di un’arte carica di prezioso vissuto.

Donatella Di Gilio, Pino Feminiano, Francesca Hagelskampf, Darko Kuzma, Sabrina Nonne, Valentina Sussi e Gabriele Palmano detto Charlie conoscono infatti la follia da vicino, e chi da qualche anno, chi da qualche mese, hanno scoperto l’amore per il teatro che per qualcuno è già una vocazione. L’Accademia della Follia è un’operazione davvero singolare nel panorama del teatro che lavora su tematiche sociali e valorizza l’esperienza individuale.

Erano gli anni ’70 quando Claudio Misculin, regista e matt-attore, iniziava la ricerca tra teatro e follia all’ospedale psichiatrico di Trieste che Franco Basaglia aveva cominciato a chiudere. Nel 1992 nasce l’Accademia della Follia, compagnia teatrale che vuole andare oltre l’idea passiva del teatro come terapia per aprirsi a un teatro vero, che fa bene in quanto rende protagonista della propria vita chi lo fa con impegno e passione.

L’Accademia si fonda su un nucleo stabile di attori che si rinnova grazie ai continui ingressi di giovani matt-attori che si avvicinano al teatro attraverso collaborazioni con i servizi di salute mentale ed enti di formazione. La compagnia, tuttora tenuta insieme da Misculin, ha oggi sei diverse sedi: Trieste, Rimini, Cremona, Milano, Suzzara e Ferrara.

«Il teatro diventa mezzo, strumento di concreta quotidiana mediazione con altri soggetti sani o malati che siano. Luogo di produzione di cultura, formazione alla relazione con uomini e donne e cose». Nelle parole di Misculin la differenza diventa valore che caratterizza ciascuno: il teatro è sapere ascoltare, accogliere e raccontare, narrare le possibilità dell’uomo di esistere e produrre in sinergia con gli altri e con la propria diversità. Il teatro per Misculin è: «il luogo magico dove il delirio può rendersi comunicativo, una finestra da cui guardare, e forse capire, contraddizioni nascoste».

L’opera artistica dell’Accademia ha prodotto negli anni decine di spettacoli, corto e lungometraggi tra i quali, nel 2002, "Socialmente pericolosi" inchiesta shock sull’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa e “Matintour-anime in fiamme”, tutti in collaborazione con Rai 3.

"La luce di dentro", in arrivo ad Alghero, è un connubio di canti, balli e linguaggio del corpo che insieme indagano sul tema della follia e della chiusura dei manicomi. Marco Cavallo è il personaggio centrale dello spettacolo, una macchina teatrale, prodotto della fantastica esperienza di animazione che nel 1975 ha preso vita nell’ospedale psichiatrico di Trieste. La regia è di Giuliano Scabia, drammaturgo, poeta e scrittore tra i fondatori del Dams di Bologna.

Scabia è stato un protagonista della nascita del cavallo di cartapesta, che insieme all’opera di Franco Basaglia ha portato soggetti internati in manicomio a ritornare nella società come persone, e non come malati. In questi giorni il grande animale azzurro, incarnazione simbolica della trasformazione in corso dell’istituzione psichiatrica, fa tappa nella cittadina catalana e oggi come allora ha la pancia piena di desideri, speranze e voglia di cambiamento. Marco Cavallo ha mosso i primi passi dentro il manicomio, proseguendo fuori dei cancelli, e continua rinnovandosi.
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