Nella serata di Ferragosto tra le vie del centro storico e le spiagge, la sintesi di un´estate è stata illuminante. C´è un popolo di vacanzieri: dalle famiglie ai giovani(in precipitosa caduta); dai diportisti agli amanti dello sport, che ad Alghero non trova una località che soddisfi appieno le rispettive esigenze
ALGHERO - E anche questo Ferragosto è passato. La sensazione, come quella di ogni anno arrivati al 16 di agosto, è che l'estate sia finita. Le ferie lavorative si avviano alla conclusione per gli uffici, le aziende e le attività che si preparano a riaprire i battenti. Ad Alghero, come in tutte le città turistiche, c'è ancora il fermento dei vacanzieri che scelgono la seconda parte della stagione calda per passare il meritato riposo e che continuano ad occupare le spiagge, mangiare nei ristoranti e dormire tra b&b e Hotel, i primi molto più dei secondi - come fanno sapere gli albergatori.
Presenze record comunicano dall'Aeroporto di Alghero e dagli scali portuali del nord dell'Isola: i turisti ci sono e lo confermano i ristoratori, i proprietari delle seconde case in affitto e dei bed&breakfast, in assoluto i posti letto più gettonati nella Riviera del Corallo. Tutti felici, dunque, per quella che doveva essere l'estate della crisi e, invece, nonostante un giugno e luglio non esaltanti, ha riportato in Sardegna dei numeri in rialzo rispetto al 2008.
Tuttavia, "non è tutto oro quel che luccica"- si dice - e Alghero non fa eccezioni. La pizza divisa in due in ristorante, il tavolo del bar occupato per ore con un paio di caffè: sono degli indicatori significativi per i gestori della zona che lamentano un turismo low-cost, non solo nei voli della Ryanair. Era prevedibile, considerato il difficile momento economico, anche se c'è sempre una grossa fetta di italiani e stranieri che i soldi continuano a spenderli, compreso per le vacanze che, evidentemente, non fanno ad Alghero. E non c'è da biasimarli.
La città sarà pure 'l'antica porta della Sardegna', ma, a guardarla ora, sembra più l'anticamera dove ancora tutto è da sistemare, riassestare e riorganizzare. Strade, parcheggi, mezzi, servizi, svago e intrattenimento: c'è molto da lavorare. Il mare(quest'anno non in ottima salute) e le spiagge (ridotte dalle mareggiate dello scorso inverno)non sono l'unico biglietto da visita. C'è un popolo di vacanzieri: dalle famiglie ai giovani(in precipitosa caduta); dai diportisti agli amanti dello sport, che non trova una località che soddisfi appieno le rispettive esigenze. La perfezione non è di questo mondo ma provarci non sarebbe un delitto per un territorio che "vive" di turismo.
Il giorno dopo Ferragosto non si definiscono ancora i bilanci definitivi di un'estate, ma certamente, si azzardano i primi responsi. Nella serata di ieri tra le vie del centro storico e le spiagge, la sintesi è stata illuminante. Le coppie con figli al seguito chiedevano tra il Porto e la Muraglia dove fossero andati a finire i tradizionali fuochi d'artificio (da tre anni spostati alla festa del Patrono); i più giovani chiedevano invano di concerti e manifestazioni o, tuttalpiù, di raggiungere qualche spiaggia e sperare in qualche stella cadente ritardataria.
Nella foto: turisti che passeggiano nel Lungomare Barcellona
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