Non un´azione di impulso sfociata da una lite, piuttosto una vecchia storia di appalti nel settore dei rifiuti. Fermato uno dei sospettati, ancora in fuga l´altro
BARISARDO - La Procura non ha dubbi, l'omicidio dell'operaio sardo, ucciso a Barisardo lo scorso lunedì, era premeditato. Dunque, non un'azione di impulso sfociata da una lite come si era ipotizzato in un primo momento, piuttosto una vecchia storia di appalti nel settore dei rifiuti.
Già in passato, uno dei sospettati in fuga, Angelo Balzano, aveva minacciato la vittima Antonio Cannas. Intanto l'altro indagato, Manuel Balzano (nipote) è in stato di fermo e si è avvalso della facoltà di non rispondere. I nomi dei due sospettati sono stati fatti dal figlio di Cannas, Francesco, che aveva visto arrivare zio e nipote a bordo di un'Alfa 145 nel capannone dove si trovava il padre.
La vettura è stata sequestrata dalla polizia e sarà sottoposta stamane agli accertamenti della Scientifica. Manuel Balzano, sottoposto all'esame dello stub, per rilevare tracce di polvere da sparo, è risultato negativo. Dunque, non è stato lui a sparare a conferma della versione di Francesco Cannas che aveva individuato lo zio come esecutore materiale del delitto.
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