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Red 9 novembre 2009
Crisi Cementificio, allarme in Provincia
La crisi del Cementificio di Scala di Giocca, situato nel territorio del Comune di Muros, è stato l´argomento di una segnalazione illustrata dal Consigliere Lorenzo Mastino


SASSARI - La crisi del Cementificio di Scala di Giocca, situato nel territorio del Comune di Muros, è stato l'argomento di una segnalazione illustrata dal Consigliere Lorenzo Mastino, primo firmatario e sottoscritta dai consiglieri Alba Canu, Michele Calaresu, Gian Nicola Cabizza, Paolo Battino, Gavino Sechi, Andrea Pala, Antonio Tanca, Gianni Carbini, in cui sono state ripercorse le tappe della vicenda dell'impianto della Italcementi e le azioni messe in essere dalle Commissioni Consiliari della Provincia di Sassari e dalle Organizzazioni sindacali unitarie.

Si legge nel documento che "a seguito di un accordo firmato nel mese di settembre 2008 tra l’assessorato all’Ambiente della Regione Sardegna e la Società Italcementi, si è avviato un percorso di dismissione degli impianti produttivi e, nel contempo, sono state concordate azioni di progettazione e di risanamento ambientale nelle aree di cava utilizzate per il reperimento della materia prima: si tratta delle cave di Cane e chervu, in comune di Muros e di Canaglia Est in comune di Sassari. Tale accordo, pur contenendo spunti di interesse per l’attività di risanamento ambientale nel nostro territorio, prevede esclusivamente il potenziamento dell’impianto di Samazzai, nel sud della Sardegna, mentre sancisce, di fatto, il blocco delle attività di produzione nell’impianto di Scala di Giocca."

In occasione dell’audizione dei rappresentanti sindacali territoriali, delle Rsu dello stabilimento e del sindaco di Muros, avvenuta a Giugno 2009 nelle Commissioni Consiliari competenti, e nelle successive occasioni informali di scambio di informazioni, si è potuto appurare che l’Italcementi ha presentato i Progetti di risanamento ambientale e che questi stanno completando l’iter autorizzativo negli Assessorati regionali, ma che, a tutt’oggi, non è chiaro il destino dei lavoratori, oltre trenta, che operano nell’impianto in argomento.

Pertanto le Organizzazioni Sindacali Unitarie, al fine di riprendere il tavolo di trattativa con l’Italcementi e con gli Assessorati regionali dell’Industria e della Programmazione, hanno recentemente inviato una richiesta scritta agli Assessori Regionali, chiedendo, tra l’altro, il coinvolgimento di una rappresentanza del Consiglio provinciale di Sassari e degli enti locali del territorio interessati dalle cave e dallo stabilimento. Nel frattempo, le Rsu dello stabilimento hanno dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori che, come è immaginabile, manifestano una grande preoccupazione per il mantenimento del posto di lavoro.

L’azione politica che i Consiglieri hanno svolto si è concretizzata da un lato con il monitoraggio dell’iter autorizzativo per il risanamento delle cave attraverso contatti con i diversi assessorati regionali (ambiente e industria) e, in particolare in questi giorni, con il sostegno alla richiesta di incontro avanzata dalle Organizzazioni sindacali agli Assessori all’Industria e alla Programmazione affinché sia affrontato e risolto in modo congruo e credibile, il problema dei lavoratori di Scala di Giocca e delle aree in cui insistono lo stabilimento e le cave citate.

«A tutt'oggi - ha proseguito il Consigliere Mastino - si è in attesa di una risposta da parte degli Assessorati regionali e tutti i Consiglieri si sono resi disponibili a supportare i lavoratori e le loro Organizzazioni Sindacali per la positiva risoluzione dei diversi problemi evidenziati, non ultimo il mantenimento del posto di lavoro entro un ragionevole ambito territoriale». La Presidente Giudici ha assicurato il massimo impegno per la salvaguardia dei posti di lavoro e del tessuto produttivo del territorio.
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