Anche la Conferenza Episcopale con un documento si schiera contro le scelte del governatore della Sardegna sull’obbligo formativo
I vescovi sardi si schierano con gli otre mille manifestanti scesi martedi in piazza, “condividendo le ansie delle famiglie, degli studenti degli operatori”. Ma la giunta non si intenerisce, rende disponibili sei euro per alunno e quattro come contributo pasto. Sull´obbligo formativo la Regione non torna indietro. Durante l´incontro in viale Trento con la delegazione di manifestanti, e dirigenti del Cesfop (Coordinamento Enti Sardi di Formazione Professionale), che manifestavano sotto il palazzo della regione, Renato Soru ha confermato quanto già annunciato nei giorni scorsi. Il presidente della regione, insieme agli assessori al Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale Maddalena Salerno e alla Pubblica Istruzione Elisabetta Pilia, ha ribadito la propria disponibilità a far partire i corsi del secondo anno per i 4.100 iscritti. Per quanto riguarda i circa 5.000 iscritti al primo anno, invece ha dato disponibilità ad accettare solo 800 iscrizioni, con priorità riservata ai giovani che non hanno ancora conseguito la licenza media.
Ci sarebbe in piedi la volontà di trovare una soluzione per circa 4.200 ragazzi che resterebbero fuori. Renato Soru pare abbia incontrato il Direttore scolastico Regionale Armando Pietrella, che sembra abbia accolto la proposta della Regione di accoglierli a scuola, mediante una speciale deroga del Ministro. Non è mancato da parte del governatore una puntualizzazione per “rivedere” insieme agli enti di formazione un soluzione per «ripensare il modo di fare formazione professionale, per la quale sono ancora disponibili 250 milioni di euro di fondi P.o.r. che non vanno utilizzati per sostituirsi a un obbligo dello Stato ma per incidere culturalmente sui bassi livelli di scolarità della regione».
E’ stato chiesto che i fondi fossero indirizzati verso l’obbligo formativo: «non è possibile»ha risposto l’Assessore Maddalena Salerno evidenziando l’out espresso dal Comitato di Sorveglianza.
Soru sarà pure rozzo, poco incline al compromesso, ma è indiscutibile che ha messo i paletti su una questione che molti politici hanno avuto “timore” di affrontare. Non è un caso infatti che i “politici” di maggioranza, eletti dal popolo sardo si celino dietro un silenzio assordante, e fanno bene, perché la partita è di quelle che portano solo “sfiga” e mettono in… fuga tanti voti! Meglio evitare.
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