Un genitore denuncia ai Carabinieri di Santa Maria la Palma il proprio figlio per l´allagamento alla scuola della borgata del 14 dicembre. Con due amici aveva danneggiato la Scuola media. Scattata la denuncia alla Procura della Repubblica dei minori
ALGHERO - Dovranno rispondere di danneggiamento aggravato ed interruzione di pubblico servizio i tre quattordicenni algheresi che, nella notte del 14 dicembre scorso, hanno allagato e reso momentaneamente inutilizzabile la scuola media statale di Santa Maria La Palma, in via Zirra. Ieri, dopo alcuni accertamenti e riscontri, i Carabinieri della Compagnia di Alghero li hanno identificati e denunciati alla Procura della Repubblica dei minori di Sassari.
La mattina di lunedì 14 dicembre, alla riapertura dell’istituto dopo la pausa del fine settimana, si era avuta l’amara sorpresa di trovare i locali completamente allagati. Qualcuno, durante la notte, era penetrato nella scuola infrangendo una vetrata sul retro. Una volta all’interno, gli ignoti vandali avevano aperto le bocchette dell’impianto antincendio provocando la fuoriuscita dell’acqua.
Erano poi dovuti intervenire i Vigili del fuoco di Alghero per bonificare uffici, aule e corridoi, lavorando tutto il giorno per rendere nuovamente utilizzabile l’immobile. Le lezioni erano potute riprendere solo il giorno dopo. Nel frattempo erano partite le indagini da parte dei Carabinieri della Stazione di Santa Maria La Palma, chiamati dalla direttrice didattica. Si aveva subito la sensazione che a compiere il gesto vandalico fossero stati frequentatori della scuola, per la perizia con la quale si erano mossi al suo interno. Le attenzioni degli investigatori si erano così concentrate su un gruppo di studenti, segnalati dagli stessi insegnanti, ritenuti piuttosto turbolenti e svogliati.
I militari si muovevano anche attraverso i contatti con i loro genitori per verificare abitudini e frequentazioni dei figli. Ieri si è avuta la svolta alle indagini. Un genitore di uno dei quattordicenni che erano finiti nel mirino dei carabinieri, si presenta in caserma denunciando il proprio figlio. Il papà fondava i suoi sospetti sulla constatazione che, proprio quella notte, sino a circa le 01.00 aveva atteso in piedi che suo figlio rincasasse; questi, a sua volta, non aveva saputo giustificare in modo credibile il suo ritardo.
Davanti ai Carabinieri, infine, presenti i genitori, il ragazzo in lacrime ammetteva ogni colpa e riferiva i nomi dei suoi due complici. Questi ultimi, convocati nella caserma di via Don Minzoni insieme ai rispettivi genitori, non potevano fare altro che confessare la loro bravata.
Nella foto: la scuola di Santa Maria la Palma
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