I giocatori catalani non volevano scendere in campo nel secondo tempo dopo l’aggressione e il trasporto in ospedale di Simone Aresti. Stadio blindato dalle Forze dell’Ordine prima e dopo il derby. Nessun incidente dentro e fuori
ALGHERO - Alghero e Olbia finisce 0 a 0 ma questo derby non verrà archiviato senza strascichi polemici e forse sanzioni a carico di tesserati, anche pesanti. Più che di calcio parliamo di cronaca, dove i protagonisti questa volta non sono stati gli “esagitati tifosi“, ma quelli che sono attori e dovrebbero essere esempio di correttezza e fair play in campo. Parliamo, ed è bene non dimenticarlo, di professionisti.
Comincia tutto sul finire del primo tempo. Un fallo a centrocampo di Borghese su Castricato, l’Olbiese rimane a terra, forse non ci sono gli estremi per fermare il gioco e l’arbitro non interviene. I giocatori dell’Alghero in possesso di palla non si fermano. Il gioco viene interrotto dall’arbitro che rileva un fallo di gioco. Scoppia un parapiglia, spintoni parole grosse, ai giocatori in maglia bianca saltano i nervi, ma sicuramente era nell’aria, ci voleva l’occasione per far nascere una contesa “normale” in una corrida.

A rimetterci è stato il Ds dell’Olbia Davide Bolognesi (
nella foto) che viene invitato dall’arbitro a lasciare il campo di gioco. Gli animi non hanno il tempo di scaldarsi più di tanto in campo, poiché arriva il fischio della fine della prima frazione di gioco. Il brutto arriva proprio nello spazio fra recinzione del campo e spogliatoio. Secondo le ricostruzione fatte dai testimoni, dal pullman dell’Obia, sarebbe sceso un tesserato, parrebbe Giuseppe Giglio, che dapprima si sarebbe avventato su Martino Borghese, poi sul portiere dell’Alghero Davide Aresti che sarebbe stato colpito e avrebbe sbattuto anche su una ambulanza in sosta.
Il fattaccio ha preso di sorpresa l’imponente servizio d’ordine presente al Mariotti, reattivo allorchè ci si è resi conto che il parapiglia stava per interessare tutti i 22 giocatori in campo taluni che stavano per entrare negli spogliatoi. Il tempestivo intervento delle forze dell’ordine ha ricondotto le teste più calde alla calma. Ma il fatto non di poco conto, è che il fattaccio è stato visto da un Commissario di campo, Umberto Cungiatu, che faceva coppia sul terreno di gioco con Ettore Licheri. Hanno visto i due commissari tutto e come sostiene Ninni Corda anche l’assistente dell’arbitro Manolo Carrucciu.

Già perché Simone Aresti, portiere dell’Alghero aggredito, nello spogliatoio pare sia svenuto, e costretto ad essere trasportato in ambulanza all’ospedale dove sarebbe stato sottoposto a Tac di controllo. Al suo posto nella seconda frazione di gioco in campo l’Alghero ha dovuto mandare Pippo Zani. Ma la brutta scena vissuta dai giocatori dell’Alghero negli spogliatoi, ha creato non poca tensione: in campo non velavano rientrare. Pare che i giocatori siano stati invitati a desistere dalla loro posizione perché per motivi di ordine pubblico la partita doveva comunque continuare.
Cosa sarebbe infatti successo se i giocatori in casacca giallorossa non fossero tornati in campo? E in campo l’Alghero è tornata ma con uno stato d’animo davvero ”anomalo”, senza il proprio portiere ricoverato in ospedale e in osservazione. È stata giocata una partita normale o è stata una pura formalità? Su questo interrogativo si stanno confezionando tanti commenti. Intanto se fosse provato (come parrebbe visto i pronto intervento della polizia) che il giocatore dell’Alghero è stato aggredito da un tesserato dell’Olbia, questa squadra potrebbe essere sanzionata con la perdita della gara a tavolino per 3 a 0. Non solo, il tesserato aggressore potrebbe incorrere in una squalifica pesantissima.

E su questo versante sono stati fermi, irremovibili e duri, sebbene con toni contenuti, il Presidente dell’Alghero Corrado Sanna e il tecnico Ninni Corda. La partita è finita per 0 a 0, ma continua sui tavoli della giustizia sportiva perché l’Alghero presenterà reclamo, posto che uno d’ufficio che relazionerà minuziosamente sull’accaduto lo faranno i tre direttori di gara, cioè Baratta di Salerno e i suoi collaboratori Manolo Carrucciu e Marco Balzano di Cagliari, più le relazioni dei commissari di campo Umberto Cungiatu ed Ettore Licheri. Cinque mani che scriveranno, basteranno alla giustizia sportiva per ribaltare il risultato del campo? E se si aggiunge la relazione della Polizia presente al Mariotti, il derby fra Alghero e Olbia si deve proprio tutto giocare in altro campo e con altri arbitri.
Nelle foto: il trasporto di Aresti al Pronto Soccorso e alcune fasi del concitato derby
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