Si è concluso ieri l’accordo fra Renato Soru e i sindacati unitari Cgil Cisl e Uil. Soru ha affermato che in Sardegna c’è stata una situazione che ha visto molti più iscritti rispetto alle altre nazioni, con costi troppo alti. Questa volta la Sardegna ha attuato per prima in Italia la riforma della scuola pubblica. Le norme prevedono l’obbligo formativo per i ragazzi fino ai 15 anni. Conseguita la terza media e fino ai 18 anni c’è l’obbligo concorrente dello Stato e della Regione attraverso la scuola, la formazione, l’apprendistato. I punti su cui si basa l’accordo sono tre: razionalizzazione delle attività e dei costi per il sistema formativo, garantendo comunque la qualità; garantire che gli iscritti al secondo anno proseguano fino al completamento dell’anno formativo e quindi fino al 2005; sostenere il processo di rientro scolastico di quei ragazzi che in qualche modo hanno bisogno di continuare a frequentarla. Si riaprono, quindi, le porte della scuola e Soru suggerisce: «Consiglierei ai genitori di orientare i figli nella scuola pubblica e ritardare il momento di scelta nella formazione professionale che deve essere sostenuta da un’adeguata preparazione scolastica. Non ci sarà posto in futuro per una persona che si è dedicata solo alla formazione professionale».
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