La storica tifoseria giallorossa torna a parlare con una lettera aperta degli episodi accaduti nei due derby discussi con l´Olbia e i due pesi utilizzati contro i tifosi algheresi e il giocatore gallurese Giuseppe Giglio
ALGHERO – La domenica allo stadio Mariotti è da tempo che non si sentono e non si vedono più. Alcuni sono rimasti, qualcuno ha perso la motivazione del gruppo, ad altri non è permesso entrare per i tafferugli del derby di Coppa Italia con l'Olbia di inizio campionato.
Si parla, ovviamente, del “trauma alcoolico”, la tifoseria dell’Alghero Calcio, squadra che ora milita nel campionato di Seconda Divisione Lega Pro, ma che ha stazionato per molti anni nelle categorie meno prestigiose. «Siamo quelli che sono quasi spariti dal panorama della tifoseria della nostra amata squadra giallorosa – scrivono in una lettera aperta – e vogliamo ritornare sui fatti accaduti durante le partite con l'Olbia perchè pretendiamo che qualcuno non dimentichi».
Il riferimento è rivolto ai due incontri con la squadra gallurese, entrambi in casa dell'Alghero: il primo costato diversi provvedimenti a carico dei tifosi catalani; il secondo caratterizzato dall'aggressione di un giocatore dell’Olbia che durante l’intervallo aveva colpito il portiere giallorosso, mandandolo all’ospedale. A Giglio, il giocatore colpevole, è stato dato un anno di Daspo, con l’autorizzazione a giocare le partite «in quanto è il suo lavoro» ha deciso la sentenza.
«I giornalisti hanno riportato che trattasi di sentenza innovativa – continuano i tifosi -. Per chi? Per prendere per i fondelli i tifosi e la città di Alghero? Dove erano e dove sono i nostri rappresentanti politici che davanti a questi fatti l'unica cosa di cui sono stati capaci è stata quella di etichettare come delinquenti comuni i tifosi dell'Alghero e di aver stigmatizzato il comportamento antisportivo dei tifosi, giocatore e società dell'Olbia?»
La tifoseria giallorossa rivendica una situazione difficile, per molti di loro, colpiti da quelle misure disciplinari: «A tutt'oggi abbiamo problemi di lavoro perchè tutte le domeniche siamo obbligati a presentarci in Commissariato di Pubblica Sicurezza per deporre la nostra firma nel registro delle presenze. Perchè al signor Giglio non si da la possibilità di provare quest'esperienza? Rammentiamo a chi avesse la memoria corta che i tifosi del trauma alcoolico si sono beccati da 3 a 5 anni di Daspo per i fatti della partita di Coppa Italia Alghero-Olbia. Fatti che non riguardano contatti fisici tra le due tifoserie, di cui una è stata castigata e l'altra non ha subito nessuna restrizione».
Il trauma alcoolico parla di un «disegno orchestrato da qualcuno» per punirli e comunque di «due pesi e due misure». «Non crediamo a questa giustizia - concludono - oltre il danno la beffa. Firmato traumalcoolico».
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