Operazione a Sassari in materia di polizia ambientale “Sardegna Bella”. Nell’arco di una settimana, sequestrati 12.000 mq nel comune di Sassari. I responsabili delle violazioni al codice dell’ambiente sono stati segnalati all’autorità giudiziaria turritana ed al Comune, per la successiva bonifica delle aree
SASSARI - I militari nucleo mobile della Compagnia della Guardia di Finanza di Sassari, nell’ambito di attività di iniziativa volta a vigilare sul rispetto delle norme che regolano le autorizzazioni sulla detenzione e lo smaltimento dei rifiuti, nell’ultima settimana hanno incrementato i controlli, ispezionando numerose aree cittadine e dell’hinterland, al fine di verificare il rigoroso rispetto del codice dell’ambiente.
I finanzieri turritani hanno controllato a tappeto diverse zone del capoluogo, individuandone ben 4 aree, adibite illecitamente, dai rispettivi proprietari, a discariche, in violazione della normativa vigente. Le superfici interessate erano ubicate nell’abitato urbano, con gravi conseguenze per la salubrità dell’ambiente e per la salute di tutti gli abitanti delle rispettive zone, costretti, loro malgrado, a convivere con vicini “speciali” e “pericolosi”.
Su tutte le aree, infatti, sono stati rinvenuti, a fattor comune, ingenti quantitativi di rifiuti speciali, classificati, secondo la normativa vigente, in “non pericolosi” e “pericolosi”, questi ultimi definiti tali per le conseguenze negative che hanno sulla salvaguardia dell’ambiente e sulla salute pubblica. In sintesi, tutti i responsabili hanno di fatto realizzato discariche abusive sulle aree di interesse, in quanto hanno posto in essere attività di gestione illegale di rifiuti, in modo consapevole ed abituale, finalizzata alla costituzione di depositi incontrollati, presso i luoghi in cui svolgevano attività commerciali ed imprenditoriali, oltre i termini tassativi imposti dalla legge.

In particolare sono state individuate e sottoposte a sequestro, le seguenti aree: Nella zona di Li Punti, una superficie di circa 3.200 metri quadrati, sulla quale erano stoccati ingenti quantitativi di pneumatici, una carcassa di autovettura, nonché numerose batterie per veicoli e mezzi pesanti. Area, quest’ultima, di proprietà di un imprenditore esercente attività di riparazione e commercializzazione di pneumatici; nella zona di via Verona, una superficie di circa 130 metri quadrati, sulla quale erano stoccati illecitamente circa 200 metri cubi di pneumatici. Area, quest’ultima di proprietà di un imprenditore esercente attività di riparazione e commercializzazione di pneumatici;
Nella zona tra via Milano e via Verona, una superficie di circa 4.200 metri quadrati, sulla quale erano stoccati ingenti quantitativi di scarti di lavorazioni edili, materiale plastico, materiale ferroso, nonché due serbatoi di materiale cementizio, contenente presumibilmente anche amianto, accatastati in modo incontrollato nell’area adiacente un edificio in fase di ultimazione; nella zona di via Verona, una superficie di circa 4.000 metri quadrati, sulla quale erano stoccate illegalmente 42 carcasse di autoveicoli destinati alla rottamazione. Area, quest’ultima, di proprietà di una società esercente l’attività vendita di autoveicoli.
I responsabili degli scempi ambientali, scoperti dai finanzieri, sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per violazioni al codice dell’ambiente e rischiano una pena fino a 2 anni ed un’ammenda fino a 26.000,00 euro, oltre alle sanzioni amministrative pecuniarie relative alle violazioni degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri e dei formulari. Agli stessi responsabili sarà ora imposta la bonifica dei siti interessati.
Nella foto: una discarica sequestrata dai finanzieri
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