Alghero capolista per 20´, poi...
Il Mariotti è sempre super controllato. Clima teso per tutto l’incontro, arbitraggio non sempre all’altezza. Il punto sull´incontro di Antonio Sini
ALGHERO - La
partita era di quelle di cartello, il Pavia al Mariotti non si era mai visto, squadra di blasone. Ebbene tutti gli algheresi dal palato fine oggi erano presenti sulle tribune del Mariotti a “spingere” la squadra verso la vetta della classifica. Nonostante tutto. Già perché gli oltre 700 spettatori hanno fatto tifo vero, e hanno visto che l’Alghero proprio con i guanti non è trattato. Stretta nella morsa del controllo degli organi sportivi, anche oggi a bordo campo c’erano due pezzi da novanta spediti in missione ad Alghero. Per controllare tutto e tutti gli attori sul rettangolo verde.
E c’era il Signor Roberto Acquaviva che arrivava da Roma, ispettore di Lega pro, e al suo fianco l’avvocato Alessandro Corda della Procura Federale di Cagliari. Per loro lavoro, tanto, e righe scritte a segnare meticolosamente gli eventi. E prima, allontanato dall’arbitro Borracci Leandro di San Benedetto del Tronto, Giovanni Mattu, poi nel secondo tempo in campo non c’era Luciano Giua, e in panca giallorosa non c’erano dirigenti locali. Poi espulso l’allenatore del Pavia Mangone, poi al 25 st il suo secondo Arturo Gerosa, stravaccato a terra, mentre Barraco tentava di prendergli la palla per rimetterla in gioco, come se fosse stato folgorato.

Una sceneggiata che ha fatto scoppiare un parapiglia che non ha degenerato solo per caso. Ma l’Alghero, orfana dal 38 del primo tempo di Rais espulso per doppia ammonizione, non si è arresa, preso coscienza del clima che aleggiava sul Mariotti si è messa a giocare e lottare, dopo aver buttato alle ortiche 45 minuti regolari di gioco. E che il Signor Leandro Borracci fosse un arbitro all’inglese lo si è capito subito, quello che non si è capito e se lo fosse davvero e se i suoi erano limiti tecnici da superare con il tempo e con l’esperienza.
La cosa certa è stata che al Mariotti la tensione si tagliava a fette. In palio c’era il primato, e quando al Mariotti è rimbalzata la notizia che lo Spezia stava perdendo in casa, i giocatori in maglia giallo-rossa in campo si sono dannati l’anima, 10 contro 11. E Quando al 27’ Martino Borghese ha infilato la porta difesa da Mandrelli, il Mariotti è esploso: l’Alghero aveva segnato il gol a tutti! Capolista, capolista, un sogno che durava da una vita. L’Alghero capolista del girone A della seconda divisione.

Il “calimero” della situazione era baldanzoso solitario in vetta, le altre squadre, potenti economicamente e non, solo a seguire. Dietro c’era lo Spezia, Il Sud Tirol, il Feralpi Salò. Il Presidente dell’Alghero Corrado Sanna avrà percorso decine di chilometri nell’ultimo gradone della tribuna, era buio in volto come non mai dalla rabbia. Neanche essere in vantaggio lo aveva tranquillizzato: «Ci mandano incompetenti», ripeteva. Ma la pressione saliva, man mano che arrivava l’ora della fine della partita. Da una radiolina attaccata all’orecchio Toniolino esulta: “40° pareggio del Milan”, «chi san futti» la risposta corale in tribuna. Già, c’era l’Alghero da sorreggere, chi se ne importa del Milan.
E il sogno è stato lunghissimo, 20 minuti in testa al campionato poi il ritorno a terra, alla cruda realtà con la rete messa a segno da Pavoletti al 46’, che neanche a farlo apposta, per chi ci crede, sulla schiena portava il numero 17. Gelo sul Mariotti sul volto dei “guerrieri” in maglia giallo-rossa tutta la delusione. Ma l’Alghero ci crede, ora andrà a Valenza per vincere, poi in casa attenderà la Canavese, poi la sfida a La Spezia, poi appuntamento al Mariotti il 9 Maggio a salutare, comunque vadano le cose, una squadra che ci ha fatto sognare per un anno.
Nelle foto: l'esultanza di Borghese in rete, e Acquaviva con Corda al Mariotti
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