Si preannuncia una stagione turistica estiva all’insegna dell’incertezza per gli albergatori sardi. E’ quanto emerge da un’indagine telefonica condotta dal Centro studi e ricerche della Confesercenti regionale
ALGHERO - Prenotazioni in calo e periodi di permanenza sempre più brevi. Si preannuncia una stagione turistica estiva all’insegna dell’incertezza per gli albergatori sardi. E’ quanto emerge da un’indagine telefonica condotta dal Centro studi e ricerche della Confesercenti regionale che ha interpellato oltre 200 titolari di strutture da uno a cinque stelle delle otto province sarde.
Stando alle prime indicazioni, emerge una diminuzione delle prenotazioni nel 48% degli alberghi. In oltre un terzo dei casi, l’andamento delle richieste è comunque ritenuto scarso. Il soggiorno preferito dai clienti (il 57% di questi è italiano) è quello breve; il 46% delle richieste è per una permanenza di massimo tre giorni. Segnali che i duecento intervistati considerano non incoraggianti, nonostante il 71% di essi abbia dichiarato di aver tenuto inalterati i prezzi rispetto all’anno passato.
«Questi dati – afferma il presidente regionale della Confesercenti Marco Sulis – non solo unicamente figli della crisi economica a livello internazionale. Dal tenore delle risposte emerge, infatti, anche l’insoddisfazione degli operatori del settore per il permanere di carenze strutturali. L’inadeguatezza della rete stradale, ad esempio, è un fattore di perdita di competitività perché non incoraggia il turista negli spostamenti e, nel lungo periodo, lo spinge a orientare diversamente le sue scelte di soggiorno. A questo limite si somma la scarsità di politiche di promozione turistica che siano capaci di coniugare l’interesse del visitatore sia verso le coste, sia verso le zone interne. Per attrarre nuovi flussi bisogna diversificare l’offerta».
Secondo il presidente regionale di Asshotel, Carlo Amaduzzi: «Lo scenario è realmente preoccupante, la speranza è che si tratti di una risposta emotiva rispetto alla crisi economica che stiamo vivendo».
«Nonostante le difficoltà esistono ancora gli spazi per recuperare terreno sugli altri Paesi del Mediterraneo che sono nostri concorrenti. La Confesercenti regionale – conclude Sulis – auspica la realizzazione di un incisivo e condiviso progetto regionale sul turismo, basato sull’integrazione dell’offerta mare-montagna, così da ampliare, diversificare e rafforzare l’industria turistica su tutto il territorio sardo. Chiediamo alle istituzioni di farsi carico di un pieno e ampio processo di coinvolgimento che valorizzi appieno le conoscenze e le competenze di chi fa impresa. A noi, come categoria, l’onere di partecipare in termini propositivi e di applicare responsabilmente gli indirizzi in materia».
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