La città si riscopre deserta. Pochi turisti rispetto agli anni passati e stagione che tarda a decollare. Dai commercianti ai ristoratori un coro unanime
ALGHERO - Tutti certi: la stagione inizia col freno a mano tirato, e a giudicare dall'omogeneità delle lamentele, si può proprio parlare di "mese horribilis" per la ridente cittadina catalana di Sardegna, abituata ormai a ben altri pienoni già dalla primavera. E' sufficiente fare un giro per le attività commerciali del centro storico per rendersene conto: pochi affari, scarsi clienti e musi lunghi. Ma la concorrenza, oltre alla crisi, si fa dura anche nell'Isola, con Cagliari che ormai diventa città turistica a tutti gli effetti dopo l'apertura della base Ryanair.
Pienone solo il week-end. E' un coro unanime che avvolge commercianti, ristoratori (per non parlare di albergatori e titolari di b&b e seconde case): Alghero è vuota. Ed effettivamente è sufficiente passeggiare la sera tra le vie storiche del cuore cittadino per capire subito che a spasso c'è davvero poca gente, a cui si aggiunge il coprifuoco infrasettimanale dalle 20,30. E a lamentarsi così sono anche i titolari di bar e birrerie, che rievocano i clienti degli anni scorsi già da aprile e maggio.
«Si respira solo il sabato - denuncia sconsolato il gestore di un noto pub del centro - per il resto la situazione è sotto gli occhi di tutti». Sarà la crisi che attanaglia l'economia e l'
aprile terribile dell'aeroporto Riviera del Corallo, che in un solo mese ha perso ben il 23% di transiti, anche a causa delle previsioni meteo per niente rassicuranti, ma probabilmente bisognerebbe iniziare anche a chiedersi se ad Alghero c'è una politica di promozione turistica e a cosa servano le innumerevoli partecipazioni alle fiere di settore, se poi, a conti fatti, non se ne raccolgono frutti.
Nella foto: una commitiva di turisti sulla Madonnina, nei Bastioni di Alghero
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