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Red 3 giugno 2010
A Stintino la Festa della Repubblica
Sono stati i ragazzi delle scuole elementari e medie i veri protagonisti della giornata. A loro era riservato anche il compito dell’alzabandiera oltre che di accompagnare al monumento ai caduti in armi il sindaco Antonio Diana


STINTINO - Per il quarto anno consecutivo Stintino ha celebrato la Festa della Repubblica con i ragazzi delle scuole elementari e medie del paese. Sono stati loro infatti i protagonisti primi della giornata che si è svolta ieri, di fronte al monumento dei caduti in armi in Piazza Municipio. A dare il via alle celebrazioni è stato l’Inno d’Italia suonato e intonato dai ragazzi delle scuole medie, diretti dall’insegnante Poggi.

A loro era riservato anche il compito dell’alzabandiera oltre che di accompagnare al monumento ai caduti in armi il sindaco Antonio Diana e le autorità militari presenti, capitano Mario Colicchio comandante della Compagnia dei Carabinieri di Porto Torres, maresciallo Pierpaolo Carta comandante della Stazione dei Carabinieri di Stintino e comandante Agatino Carciola della Delegazione di spiaggia di Stintino.

È stato il primo cittadino quindi a deporre una corona di fiori in memoria degli stintinesi caduti in guerra e in tempo di pace durante il servizio militare. Dopo la benedizione del parroco di Stintino, don Salvatore Fois, gli alunni hanno suonato il Silenzio. I ragazzi quindi hanno prima letto i primi dodici articoli della Costituzione e, successivamente, hanno scandito i nomi degli stintinesi morti in armi.

«Il 2 giugno del 1946 – ha detto il sindaco – chiudeva un capitolo di storia fatto di passione, altruismo e sofferenze, un esempio di generazioni di italiani che non esitarono a scegliere la libertà anche a rischio della propria vita. «Un debito inestinguibile. Quei giovani scelsero di sacrificare gli anni più belli della loro vita per una Patria unita e per la libertà».

Il primo cittadino si è poi soffermato sul valore della Costituzione, «che ha gettato le basi per un vivere civile. Non a caso abbiamo voluto coinvolgere i bambini e i ragazzi delle scuole, e per questo ringrazio l’autorità didattica che ha condiviso questo progetto e partecipato attivamente». Quindi rivolgendosi ai ragazzi ha sottolineato che «in futuro sarà affidato a voi il compito di onorare questa data, la Repubblica e i caduti per la patria. È necessario non perdere questo legame con il passato».

«Noi speriamo che stimolando i ragazzi alla riscoperta del gusto della competizione democratica – ha concluso Antonio Diana – nella convinzione profonda della capacità della politica di poter affrontare e risolvere i problemi del Paese, si accenda in loro questo spirito e forza perché saranno loro la nostra guida negli anni futuri». La manifestazione è stata chiusa sempre dai ragazzi che hanno suonato e cantato prima “Dimonios” quindi l’Inno alla gioia.
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