La Boglioli critica il "salvataggio" in extremis della presidenza del Fertilia verso i due dirigenti dell´Alghero calcio, in nome della maglia e della storia della formazione gialloblù
ALGHERO - «Chi è causa del suo male pianga se'stesso» Elisabetta Boglioli, residente a Fertilia, è un'altra voce che arriva nelle pagine di questo quotidiano per testimoniare il malcontento dei cittadini algheresi per la prospettata "fusione" tra la società giuliana e giallorossa.
In sostanza, la Boglioli critica il "salvataggio" in extremis della presidenza del Fertilia verso i due dirigenti dell'Alghero calcio, falliti con la Polisportiva e accolti in seno alla sede di Via Zara. Il risultato dell'operazione - come sappiamo - è la nuova "Città di Alghero", «giungendo - dice la Boglioli - a sacrificare sull’altare degli pseudo “interessi comuni” tutto ciò che nel tempo, una comunità ha costruito con l’impegno di tanti di molti, che con abnegazione, hanno coltivato con orgoglio lo spirito di appartenenza alla propria storia, dando vita ad una realtà agognata, desiderata da tutti gli abitanti, come la propria squadra del cuore: Il Fertilia»
«Per chi come me - aggiunge - ma come tante altre mamme di Fertilia, che ha visto crescere i propri figli al San Marco, come Pulcino, Esordiente, ecc. tutto questo rappresenta un tradimento, un fallimento, un imbroglio». Un sacrificio quello di rinunciare ai propri colori e alla propria maglia che la cittadina della Borgata è convinta che la comunità pagherà per molto tempo, come daltronde la rinuncia al San Marco «che nel tempo ha rappresentato e rappresenta tuttora, l’unico centro di aggregazione per decine di bambini, ragazzi, giovani, che trovano nella struttura un luogo di incontro naturale, dato che la Borgata purtroppo, a loro non offre altro».
«Con amarezza - conclude - viene da rivolgere un appello a chi ha dato tanto in termini di sforzi economici, è vero, ma è altrettanto vero che dal Fertilia è stato abbondantemente ripagato. Non svendete la gloriosa maglia canarina, e con essa la sua storia». /
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Nella foto: Elisabetta Boglioli
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