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Red 24 luglio 2010
Alghero-Fertilia, caos fusione
Parlano i dirigenti
In tanti in città hanno criticato aspramente la scelta di unire le due storiche realtà calcistiche. La lettera integrale dei dirigenti del Fertilia calcio


ALGHERO - La discussa "fusione" tra Fertilia e Alghero calcio, che in queste ore anima cittadini, dirigenti, politici e tifosi diventa argomento di divisione e scontro. In tanti in città e a Fertilia in particolare, hanno criticato aspramente la scelta di unire le due storiche realtà calcistiche. Parlano i dirigenti del Fertilia Antonio Siffu, Angelo Arena, Ignazio Ballone, Roberto Ferroni, Sandro Gnani, Giovanni Merella, Ezio Pitalis, che in una lettera aperta chiariscono le proprie scelte.

Vediamo di ristabilire alcune verità sullo stillicidio quotidiano di notizie riguardante la possibilità di unire le forze nella nostra Città per il calcio. La crisi economica impone ai clubs calcistici ed ai suoi dirigenti una riduzione dei budget di spesa, in modo che si possa continuare a svolgere la propria attività nel sociale e nell'agonistico.
Città capoluogo di regione come Perugia, Ancona; centri importanti per il turismo come Rimini, capoluoghi di provincia come Mantova, Vercelli etc. spariscono e ricominciano dai dilettanti. Nella stessa Sardegna non vi è capoluogo di provincia o cittadina popolosa rappresentata in Lega Pro. Sassari, Nuoro, Olbia e Alghero sono le vittime più recenti del disastro della mancata programmazione calcistica ed economica. Tutte queste considerazioni, insieme alle difficoltà economiche attuali, hanno portato ad una riflessione di tutto il gruppo dirigente, nessuno escluso. Un campionato strepitoso per il Fertilia nella stagione 2009-2010: promozione sfumata al 26° calcio di rigore, squadra più giovane del torneo e con più esordienti in Eccellenza, oltre dieci giovani del territorio hanno esordito in prima squadra portando il numero dei calciatori algheresi a ben 18 unità. La chiusura della Polisportiva Alghero parte forse da più lontano dell'ultiimo campionato e ha portato il loro gruppo dirigente residuo a fare valutazioi diverse sul proseguo dell'attività. Il sindaco della città, con intuizione per noi lungimirante, ha capito che non era il momento delle divisioni ma era il momento della razionalizzazione delle risorse. Non è stato semplice nè indolore aderire ad un invito che, per un certo verso, ti toglie qualcosa che vivi giorno per giorno, domenica per domenica, costruito in tanti anni di lavoro e di sacrifici personali. Oltre duecento ragazzi del Fertilia e del Catalunya, società nostra gemellata, vanno in giro per la Sardegna portando alto il nome della propria squadra; nel nostro interno ci sono dirigenti, anche ai massimi livelli, che negli ultimi anni non sono mai mancati nè alle partite in casa nè a quelle in trasferta. Sentirsi appostrofare da alcuni che non mettono piede allo stadio da anni, forse male informati sulla vicenda, non è piacevole, però vi assicuriamo che ciò era stato messo nel conto. All'invito del sindaco abbiamo risposto che alcune nostre peculiarità potevano essere limate ad una condizione: che le prospettive fossero di una crescita in alcuni settori. La condizione principale che abbiamo posto è quella di un budget contenuto, in modo che tutti possano fare i dirigenti. Non è morale, in questo difficile momento, che ci siano rimborsi spese non compatibili con l'attuale crisi economica. In secondo luogo è fondamentale la ricerca e la valorizzazione dei giovani locali, obiettivo questo da sempre perseguito dal Fertilia con successo. All'ultimo punto, ma sicuramente il più importante per noi, ci sono le attività svolte dalla scuola calcio. Negli ultimi anni alcune cittadine e paesi del nostro territorio hanno soppiantato la nostra città nello "sfornare" giovani calciatori per le serie superiori. I numeri sono molto drastici: con un terzo dei nostri abitanti "sfornano" giocatori di livello in misura doppia rispetto ai nostri vivai. E' necessario quindi una netta inversione di tendenza. Poche risorse vengono dedicate a questo settore, ma soprattutto non vengono professionalizzati i tecnici e i dirigenti che quotidianamente hanno a che fare con ragazzi e bambini che, oltre all'aspetto agonistico, devono essere educati alla vita. Lo sforzo di questa unione di forze, sempre dichiaratamente aperta a nuovi ingressi, potrà decollare solamente se i sopracitati obiettivi diventeranno comuni.La nostra missione è questa, unica,
trasparente , ambiziosa ma realizzabile, e questo è anche quello che il sindaco ci ha chiesto. Tutto il gruppo dirigente, in un dibattito quotidiano, talvolta anche non all'unisono, ha stabilito che questa è la strada da valutare, da due realtà deboli può nascere una forte, in grado di non disperdere storie che, seppur diverse, hanno la loro importanza e le loro radici. Al nostro interno ci sono persone che dedicano risorse, tempo libero e passione da oltre tre lustri. I sacrifici si conoscono vivendo giorno per giorno la società e non leggendo il risultato i lunedì sui quotidiani o accettando la cattiva informazione che forse artamente è stata fatta circolare. Siamo aperti a nuovi contributi purchè siano reali, solidi e concreti. Non c'è preclusione per nessuno. Altre volte è successo che qualche dirigente ha abbandonato la nave senza cercare soluzioni alternative. Il dibattito, se costruttivo e leale, è ben accetto. Se sterile, offensivo e fuorviante non è produttivo per il Fertilia, ma serve solo a dare cinque minuti di notorietà a chi non ha nulla da dire.
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