La manifestazione in piazza è stata soprattutto incontro fra gastronomia, musica e ballo. Ma la percezione che si stia attraversando un periodo di crisi economica c’è stata
FERTILIA - Due giorni di festa a Fertilia, tutto nel nome del Turista. Sabato e Domenica si sono vissute nella borgata due giornate molto intense, fra musica folk, da ballo e specialità culinarie tipiche.
Grande soddisfazione nel gruppo che organizza ormai da anni la “Festa del Turista”, lo stesso che si occupa dei festeggiamenti di San Marco patrono della Borgata. Fine Luglio e primo Agosto sono diventati nel calendario degli eventi, una data fissa, una data condita con cose semplici, essenziali in nome dell’ospite. Fertilia riconosce a questo un ruolo centrale nell’economia cittadina, e gli dedica una sagra-festa che rivitalizza per due giorni una borgata sonnacchiosa più del dovuto.
La manifestazione è stata sopratutto incontro fra gastronomia musica e ballo. La pecora bollita è stato il piatto forte della due giorni, accompagnato con dell’ottimo vino o se si preferiva dell’ottima birra di Sardegna. Sono state distribuiti migliaia di porzioni, e a tarda sera si è dato sfogo alla voglia di muoversi. «Il segreto del successo di questa manifestazione – ha confidato Ennio Ballerini, il motore dell’evento – è la semplicità, la voglia di divertirsi trasportati dall’ottima musica che coinvolge». In effetti a una certo punto la piazza antistante la Chiesa di San Marco si è trasformata in una balera a cielo aperto.
Ma la percezione che si stia attraversando un periodo di crisi economica c’è stata, eccome! Le bancarelle che esponevano prodotti tipici sardi e non, hanno confermato che le vendite non sono state proporzionate alle attese. Forse la “cineseria” era imperante, e ne ha risentito la qualità, forse si aveva poca voglia di spendere in souvenir. Si è capito che si è badato all’essenziale, senza spendere in maniera smodata, d’altronde il turista, grande risorsa per la nostra città, va accettato per come si presenta, e vederlo comunque, anche in periodi di crisi profonda, non può che far piacere. A guadagnarci è soprattutto l’economia locale.
Nella foto: un momento dei balli in piazza
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