Rispetto ai numeri di presenze nessuna grande variabile, anche se un dato è certo e accomuna tutte le attività: si spende poco e molto meno. La spesa del turista si riduce di circa il 30%
ALGHERO – Una stagione peggiore, migliore o fotocopia rispetto all’anno passato. La domanda rimbalza tra gli operatori turistici, gli albergatori, i ristoratori e i commercianti della Riviera del Corallo. Considerando un andamento generale e tenendo conto di tutte le categorie citate, la terza ipotesi sarebbe la più accreditata. Dunque, ne meglio ne peggio, a parte il maltempo e la nube di aprile dall’Islanda che avrebbero ritardato i flussi primaverili.
Tuttavia, rispetto ai numeri di presenze nessuna grande variabile, (se non quella del segno negativo dell'aeroporto che ha accompagnato tutti i mesi primaverile-estivi), anche se un dato è certo e accomuna tutte le attività: si spende poco e meno. Nella tipologia del turista che visita e soggiorna ad Alghero, non da 4 o 5 stelle si intende, (a parte qualche eccezione) la durata della vacanza si riduce, e anche la spesa del cliente, di circa il 30%. «Non sarà un dato "istituzionale" ma certo indicativo sul target, è il calo delle bottiglie di champagne nella clientela della mia struttura (un 4 stelle ndr) dal 2007 al 2010, circa la metà», rivela un albergatore.
Bollicine a parte, gli imprenditori non se la sentono di festeggiare. Perché la crisi dello scorso inverno e la primavera non esaltante facevano puntare tutto sulla stagione estiva che non ha fatto il boom. «E la cosa certa è che quello che si è perso non si recupererà più» dice Massimo Cadeddu, rappresentante territoriale di Confcommercio.
Le soluzioni? Non esistono le bacchette magiche per quella che è una crisi economica internazionale, o meglio servono stimoli e politiche monetarie che devono giungere dall’alto. Tuttavia, ci si può mettere “il proprio” nel fidelizzare la clientela, ad esempio quella low-cost e "chip"; o accattivarsi quella più alta e "chic". E tra queste se ne distinguono molte altre: per età, interessi e scelte. Per le quali servirebbe nel territorio più programmazione e promozione mirata, magari condivisa tra amministrazione e operatori.
I grandi eventi dell’assessorato al Turismo (e Grandi Eventi, appunto) sono gli stessi: Cap d’Any, Setmana Santa, Festivalguer e Sant Miquel. Un pò meno i risultati, decisamente inferiori (in termini di presenze) anno dopo anno. Si era parlato da un pò di tempo di partnership tra pubblico e privato per l’organizzazione dei vari appuntamenti. Le riunioni in fretta e furia, tra amministratori e imprenditori convocati all’ultimo momento per dare qualche soldo qua e là, si è visto che non portano a nulla, o quasi.
Un coordinamento più strutturato durante il corso dell’anno stimolerebbe più voci, iniziative e probabilmente sponsor. Festivalguer, la rassegna di concerti e spettacoli che intrattiene Alghero, quest’anno ha venduto circa 2mila biglietti in meno (in città), e alla festa del Patrono, non si è assistito a nessun pienone per i tradizionali fuochi, tutt'altro. Perché la destagionalizzazione va bene, tra sport, cultura, musica ed enogastromia – ma devi ancora essere più capace a sostenerla con eventi collaterali, idee e pubblicità valida.
Quest’ultima, ad esempio, oltre che essere relegata solo ad alcune fiere di settore e in qualche giornale locale (sempre senza obiettivi e cosa ancor più grave senza bandi), potrebbe essere canalizzata su vettori che garantiscono il maggior flusso di turismo durante l’anno, come la Ryanair, e testate che certificano il proprio seguito. O destinarla alle strutture alberghiere e alle attività nei 12 mesi; sarebbe gratuita e più efficace rispetto alla miriade di brochure stampate un paio di giorni prima di un appuntamento, e che in poche ore diventa spazzatura nelle strade. Quella d’altronde è una delle cose che non è mancata nel territorio, e risulta nel "podio" delle lamentele rilasciate dai turisti nei “feedback” di agenzie e hotel, insieme ai trasporti e i servizi. Un'estate fotocopia, appunto.
Nella foto: i Bastioni di Alghero desolatamente vuoti durante lo spettacolo pirotecnico di San Michele (settembre 2010)
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