Daniele B. Monachella e Astrid Meloni, voci recitanti Andrea Congia, chitarra classica - Antonio Pinna, batteria Ramon Pilia, violino
SASSARI - Prosegue con successo la rassegna Significante 2011 diretta da Andrea Congia e organizzata da Figli d'Arte Medas, Cooperativa Musica Sardegna e MabTeatro, in collaborazione con Associazione Culturale Artècrazia, Associazione Culturale Cicitu Masala e Associazione Culturale Industriarte. In occasione del centenario della morte del grande scrittore Emilio Salgàri venerdì prossimo 4 febbraio alle 21,00 presso la Sala Concerti del Teatro Verdi in via Politeama a Sassari verrà rappresentato “Le pantere di Algeri di Emilio Salgàri”. A ricordare il creatore di celebri personaggi entrati nell'immaginario collettivo come Sandokan e il Corsaro Nero saranno Daniele B. Monachella e Astrid Meloni (voci recitanti), Andrea Congia (chitarra classica), Antonio Pinna (batteria) e Ramon Pilia (violino). Lo spettacolo sarà replicato sabato 5 febbraio alle 18,30 a Guasila (Teatro Montegranatico) e domenica 6 febbraio sempre alle 18,30 a Cagliari (Teatro Club).
“Le pantere di Algeri” è uno dei migliori romanzi salgariani. Protagonista è il giovanissimo nobile siciliano Carlo di Sant'Elmo, creato cavaliere di Malta appena ventenne. Il giovane si distingue dai suoi simili per la delicatezza della sua bellezza, quasi femminea, che risalta per l’assoluta mancanza di barba o di peluria sul volto. Queste sue caratteristiche gli permettono di travestirsi da donna e penetrare nell'harem del Bey di Algeri, dove si trova prigioniera la fidanzata, la contessina sarda Ida di Santafiora, una delicata fanciulla bruna, graziosissima, piccola di statura e con una carnagione rosea che faceva pensare ai chiarori dell'alba.
Sfidando la sorte e rischiando di essere riconosciuto e quindi torturato e ucciso in quanto cristiano, il barone di Sant'Elmo riesce a fare i conti col suo rivale, il principe moro Zuleik, che è anch’egli innamorato di Ida. Libererà quindi la contessina, conducendola con sé a Malta, dove i due giovani, dopo tante disavventure, potranno finalmente unirsi in matrimonio. La storia si svolge nel Seicento, come il ciclo dei corsari. Salgàri anche in quest’opera intreccia fantasia ed eventi reali. Di rilievo i costanti riferimenti, soprattutto nelle prime pagine, al mar Tirreno e alla Sardegna, in particolare alle Isole di San Pietro e Sant’Antioco. “Le pantere di Algeri” fu pubblicato dalla casa editrice Donath nel 1903.
Nato a Verona nel 1862, Emilio Carlo Giuseppe Maria Salgàri morì suicida a Torino il 25 aprile del 1911. Mise fine alla sua vita come un italico samurai. Figlio di suicida, trasmise la sua idea di dominio della vita ai suoi figli, singolarmente morti suicidi anch’essi. Nel centenario della sua scomparsa, lo scrittore spagnolo Paco Ignacio Taibo II gli rende omaggio con la riscrittura di quello che rimane il ciclo più famoso di Salgàri, reso immortale grazie al bel sceneggiato della Rai del 1976 “Sandokan” e alla colonna sonora dei fratelli De Angelis.
Parliamo delle “Tigri della Malesia”, che con Paco Ignacio Taibo II, il quale naturalmente mette in evidenza gli aspetti anticolonialisti e antiimperialisti della narrativa di Salgàri, giornalista-scrittore costantemente perseguitato dai creditori, grande affabulatore di mondi lontani e inventati, diventa “Ritornano le Tigri della Malesia”, pubblicato da Marco Tropea Editore lo scorso 27 gennaio. Così scrisse Emilio Salgàri poco prima di togliersi la vita: «A voi che vi siete arricchiti con la mia pelle, mantenendo me e la mia famiglia in una continua semi-miseria od anche di più, chiedo solo che per compenso dei guadagni che vi ho dati pensiate ai miei funerali. Vi saluto spezzando la penna».
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