La designazione della zona vulnerabile presuppone la redazione di un Programma d’azione che deve contenere periodi di divieto di spandimento di fertilizzanti, capacità di stoccaggio per effluenti di allevamento, limitazioni dell’applicazione al terreno di fertilizzanti secondo il Codice di Buona Pratica
ARBOREA - Il territorio del Comune di Arborea è da gennaio una zona vulnerabile da nitrati di origine agricola. Così viene designata da una delibera della giunta regionale, un’area di 55 chilometri quadrati delimitata dal Canale acque Medie e comprendente lo stagno di Corru s’Ittiri. E’ l’applicazione in Sardegna di una misura resa obbligata da una Direttiva CEE (la 91/676), e dalla situazione particolare di Arborea, dalla vulnerabilità intrinseca degli acquiferi, dalla qualità delle acque sotterranee con presenza di nitrati superiori a 50 mg/l, dalla presenza di allevamenti a carattere intensivo pari a circa 36.000 capi bovini e dal connesso sistema di smaltimento sul terreno della totalità degli effluenti zootecnici e dei reflui domestici delle aziende zootecniche.
La designazione della zona vulnerabile presuppone la redazione di un Programma d’azione che deve contenere periodi di divieto di spandimento di fertilizzanti, capacità di stoccaggio per effluenti di allevamento, limitazioni dell’applicazione al terreno di fertilizzanti secondo il Codice di Buona Pratica Agricola (CBPA) e con il rispetto del limite di 170 Kg/ha/anno di Azoto (N) da effluente zootecnico. Dice Tonino Dessì, assessore dell’Ambiente, che ha proposto la delibera con la collega dell’Agricoltura Salvatoricca Addis: «L’approccio “ambientale” della nuova Politica Agraria Comunitaria e l’attuazione di Direttive comunitarie sull’ambiente con ricadute sull’Agricoltura impone, a livello regionale, uno stretto rapporto di confronto e di collaborazione tra i due Assessorati della Difesa dell’Ambiente e dell’Agricoltura e le rispettive strutture. Così è stata proposta la costituzione di un gruppo di lavoro interassessoriale ad hoc tra il Servizio della Tutela delle Acque e il Servizio Sviluppo Rurale, Agriturismo e Produzioni Biologiche, e comprendente personale della Task Force del Ministero Ambiente in forza all’Assessorato della Difesa dell’Ambiente e di personale dell’ERSAT».
Secondo la Direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati
provenienti da fonti agricole, i nitrati di origine agricola sono la causa principale dell´inquinamento proveniente da fonti diffuse. Per tutelare la salute umana, le risorse viventi e gli ecosistemi acquatici e per salvaguardare altri usi legittimi dell´acqua è necessario ridurre l´inquinamento idrico causato o provocato da nitrati provenienti da fonti agricole e impedire un
ulteriore inquinamento di questo tipo. La Direttiva CEE, recepita anche a livello nazionale (Decreto legislativo 152/99) impone alle Regioni i provvedimenti riguardanti l´uso in agricoltura di composti azotati e il loro accumulo nel terreno, prevede il monitoraggio delle acque, la rilevazione di concentrazioni di nitrati nelle acque superficiali e in quelle sotterranee, e una serie di misure per scoraggiare le pratiche inquinanti. Le conseguenze della mancata applicazione sono gravissime, per le Regioni inadempienti.
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