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Olbia 24notiziesardegnaSpettacoloTeatro › La Napoli di Raffele Viviani al Teatro Verdi di Sassari
Luigi Coppola 11 febbraio 2005
La Napoli di Raffele Viviani al Teatro Verdi di Sassari
Per la prima volta sull’isola i due atti unici dell’autore partenopeo, specchio reale della Napoli primo Novecento. Lo spettacolo, sesto appuntamento della stagione sassarese CEDAC, sarà interpretato domenica tredici e lunedì quattordici febbraio. Dall’otto al dodici in scena anche al teatro Alfieri di Cagliari


SASSARI – Con lo spettacolo Napoli Hotel Excelsior, sesto appuntamento del cartellone, si avvia la fase conclusiva del palinsesto di prosa sassarese CEDAC 2004/05. Per la prima volta approda sull’isola il testo scritto da Raffaele Viviani. La commedia debutta alla ribalta nel 1988 e riproposta in prima internazionale nel settembre 2003 al Teatro Commedie des Champs Elisee di Parigi nella rassegna Les Italiens. Nello stesso anno conquista San Pietroburgo registrando ampi consensi mediatici (Teatro del Conservatorio Rimskij-Korsakov), in occasione dei festeggiamenti per il trecentesimo anniversario dalla fondazione della città russa. Per essa si sono dischiusi i migliori sipari della penisola, non da ultimi quelli del Teatro Bellini di Napoli, dove nello scorso novembre, è stata replicata in due settimane da tutto esaurito. La prosa si compone di due atti unici “Musica dei ciechi” e “Via Partenope”. Con essi, il regista Tato Russo enuclea ambienti storici della Napoli del primo Novecento, fotografandone spaccati reali tra la Via Toledo e l’Hotel Excelsior. La sintesi è una scenografia essenziale di una Napoli duplice e attuale. Un mondo d’aristocratiche fandonie, d’inconsistenti nobiltà dove rimbalzano in uno stridente contrappunto, scugnizzi, pescatori, ubriachi, gente comune del lungomare di Via Partenope.
Come tutti i grandi protagonisti, figli dell’arte partenopea, l’opera di Raffaele Viviani, è apprezzata e posta a fianco dei creatori della letteratura del Novecento italiano, solo dopo la sua morte, occorsa il ventidue marzo 1950. Papiluccio (questo il suo vezzeggiativo di un’infanzia negata) era nato a Castellamare di Stabia il dieci gennaio 1888 in una famiglia povera. Il padre, anche lui Raffaele, gestiva l’Arena Margherita a Castellamare, dove si esibivano i poveri Pulcinella dell’epoca. Un dissesto finanziario costringe la famiglia a trasferirsi a Napoli. L’esordio teatrale di Viviani è nel 1892 a soli quattro anni, quando al “Nuovo San Carlino” debutta al fianco della sorella Luisella.
Rimasto orfano a dodici anni e costretto dal bisogno, riuscì con ostinato impegno in una rapida crescita artistica che lo vide autore dei testi, spesso anche delle musiche nelle sue commedie.
Apprezzato nei maggiori teatri italiani ed in gran parte d’Europa si spense all’età di sessantadue anni. In Napoli Hotel Excelsior, il Maestro Tato Russo, predilige le “Inquadrature” dell’autore sulla sua città. L’eterno scugnizzo, l’intellettuale separato, che osserva una società in piena decadenza, affaticata nel coprire con una facciata di nobiltà esteriore, il sudiciume degli interni, la sporcizia delle vetrate, quando la luce di dentro riflette vizi e categorie di un mondo che caracolla su se stesso. Con Tato Russo, un cast di ventidue attori, per le musiche di R. Viviani, elaborate da Antonio Sinagra. Le scene sono allestite da Uberto Bertacca, i costumi di Giusi Giustino, le coreografie d’Aurelio Gatti.
Sassari – Teatro Verdi 13/14 febbraio ore 21.00
Per info. Tel. 079.280220 – www.cedacsardegna.it

Nella foto: “La Musica dei Ciechi”
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