Il mal di vivere in un percorso artistico che si snoda attraverso una mostra e un´opera teatrale che si svolgono in città. Il lavoro è coordinato dall´associazione culturale Pensiero e Avventura
ALGHERO - Un percorso artistico in diverse tappe sul tema della depressione. Così l’associazione culturale Pensiero Avventura di Alghero sta promuovendo - a partire dal mese di aprile - una serie di incontri, sul male di vivere. L'iniziativa si intitola “Il capolavoro ferito” e si propone come un viaggio metaforico che rappresenta un’ascesa verso la luce: si parte da una situazione di depressione e tristezza interiore dell’anima fino ad arrivare alla rinascita che trova spazio nella luce, appunto. Saranno tre i momenti della rassegna e ciascuno rappresenterà una fase della strada simbolica.
Il primo si concentra sulla mostra intitolata “Viaggio all’interno dell’anima triste”. Fotografie e sculture di artisti sardi che mostrano il dolore dell’anima in conflitto con il suo corpo. L'esposizione, visitabile ogni giorno dalle 19 alle 23 nell'ex circolo dei marinai, è a cura di Guido Beltrami. Il secondo incontro è con il teatro. Nell'opera “Malaombra” si vuole rappresentare l'emersione dall’ombra verso la luce, in una rappresentazione che si snoda tra la dimensione reale e quella onirica. E'un lavoro realizzato da Maria Grazia Pes, coordinatrice di tutta la manifestazione, e si terrà venerdì 15 aprile alle ore 21 nel Teatro civico di Alghero. Il costo del biglietto è 12 euro e si può acquistare in questi giorni alla mostra. La regia è di Pierangelo Sanna, gli interpreti sono della “Compagnia teatrale Paco Mustela”, con il contributo musicale della cantante algherese Franca Masu.
Nel terzo e ultimo passaggio si terrà un dibattito sul tema della depressione, a cui parteciperanno, tra gli altri, lo psichiatra Martino Brandano e il preside del liceo scientifico Antonello Colledanchise che affronterà il tema del bullismo nelle scuole. L’incontro è a cura della critica d’arte Neria de Giovanni e si terrà il 16 aprile alle ore 18.30 al Quarté Sayàl (via Garibaldi 87).
Foto d'archivio
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