Il cordoglio del segretario generale della Cisl sarda, Mario Medde, per la morte di uno degli operai impiegati nella manutenzione della Saras. Il sindacato rivendica chiarezza sulla dinamica e chiede più sicurezza
SARROCH - «Un morto e due feriti ripropongono dopo la tragedia di due anni fa il problema, a quanto pare irrisolto, della sicurezza nel lavoro in una fabbrica che non ha ancora spento gli echi dell’ultimo incidente.
Evidentemente non è sufficiente quello che la Saras fa per la sicurezza. Ancora una volta, infatti, il dramma è capitato in una lavorazione di manutenzione straordinaria riguardante una ditta di appalto».
Lo ha dichiarato il segretario generale della Cisl sarda, Mario Medde, all'indomani dell'
incidente che è costato la vita all'operaio Pierpaolo Pulvirenti (altri due si trovano in ospedale ndr) in seguito all'intossicazione all'interno della raffineria di Sarroch. «La Cisl, nell’esprimere la solidarietà alla famiglia dell’operaio Pierpaolo Pulvirenti, deceduto dopo essere stato sottoposto, ma inutilmente, a rianimazione, e ai feriti Gabriele Serrano e Luigi Catania, chiede prima di tutto immediata chiarezza sulla dinamica e sulla responsabilità e sollecita le autorità competenti a garantire tutti quegli interventi necessari a scongiurare definitivamente il ripetersi di incidenti di questa natura e gravità».
«Mentre il sindacato lotta nell’Isola - conclude il segretario - per contrastare la disoccupazione, ancora una volta sollecita le aziende, le autorità competenti, la pubblica amministrazione e la Regione a concretizzare una strategia di prevenzione dagli incidenti e di sicurezza nel lavoro in grado di dare dignità e certezze ai lavoratori impegnati nell’esecuzione di lavori pericolosi».
Nella foto: Mario Medde
Commenti