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Red 23 aprile 2011
Vertenza Polsarda, vertice in Prefettura
220 famiglie in crisi. Giovedì mattina negli uffici della Prefettura di Sassari in Piazza d’Italia, il direttore generale dell’Asl di Sassari, Marcello Giannico, ha incontrato il viceprefetto vicario Ninni Meloni, il viceprefetto Italo Mancaleoni, il direttore dell’Ufficio provinciale del lavoro Eugenio Annicchiarico


SASSARI - Un incontro per cercare soluzioni condivise che, da una parte, mettono in evidenza l’impegno profuso dalla Prefettura di Sassari per venire incontro alle esigenze dei lavoratori e, dall’altra, la disponibilità dell’Asl di Sassari a seguire strade che consentano di mettere la parola fine ad una vicenda che sta mettendo a dura prova oltre 220 lavoratori e le loro famiglie. Giovedì mattina negli uffici della Prefettura di Sassari in Piazza d’Italia, il direttore generale dell’Asl di Sassari, Marcello Giannico, ha incontrato il viceprefetto vicario Ninni Meloni, il viceprefetto Italo Mancaleoni, il direttore dell’Ufficio provinciale del lavoro Eugenio Annicchiarico e, in un secondo momento, i rappresentanti dei lavoratori della Polsarda, Massimo Tanca e Domenico Nuvoli della Rsa aziendale.

Dopo l’incontro con i rappresentanti della Direzione provinciale del lavoro e la Asl, il viceprefetto vicario ha ricevuto i rappresentanti dei lavoratori e illustrato loro una possibile via da seguire. In sostanza, la Direzione provinciale del lavoro (Dpl) porterebbe avanti una serie di adempimenti giuridici e, attraverso una serie di passaggi, si potrebbe arrivare a una conciliazione monocratica. Questa consentirebbe alla Asl di superare una situazione di empasse, che la vede aggredita da atti giudiziari che, diversamente, le impedirebbero di intervenire per pagare il debito. Si tratterebbe di quei decreti ingiuntivi che vedono la Asl condebitore solidale.

«La Asl non può rischiare di dover pagare due volte - ha detto il direttore generale Marcello Giannico - cioè i lavoratori che chiedono una somma e poi, magari, trovarsi di fronte a un secondo decreto ingiuntivo della società che chiede le stesse somme. La Asl, su un debito di 1 milione e 470mila euro, nel 2011 ha già pagato alla Polsarda 352mila euro. A disposizione ci sono adesso 905mila euro, che siamo pronti a pagare - ha aggiunto - ma sarebbe utile arrivare a un accordo per chiudere quanto prima la vicenda». L’avvocato dell’Asl, Franco Cuccaru, ha sottolineato poi come sia importante che arrivi dalla Polsarda un segnale di collaborazione, che consentirebbe di dirimere la situazione in tempi brevi.

L’intervento della Dpl allora permetterebbe di individuare l’effettivo debito della Asl, perché si potrebbero individuare, con precisione, i lavoratori della Polsarda e gli orari prestati dagli stessi all’interno delle strutture Asl. Verrebbero escluse così dalle somme richieste quelle prestazioni che invece alcuni di quei lavoratori hanno svolto in altri enti. I rappresentanti dei lavoratori, alla presenza anche del loro legale, l’avvocato Giovanni Fiori, hanno ascoltato con interesse la possibilità prospettata ma hanno dichiarato che il presidio in piazza continuerà, sino a quando la vertenza non sarà completamente risolta.

Foto d'archivio
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