E' quello che sta accadendo in una palazzina del centro storico di Alghero, dove diverse famiglie lamentano una situazione drammatica. Numerose le denunce alle Forze dell'Ordine
ALGHERO - Non tutti possono vantare dei civili vicini di casa. Che non siano invadenti, rumorosi, astiosi e, magari, non troppo distratti sulle pulizie domestiche. Se poi si è particolarmente fortunati se ne trovano di generosi per il "mercato del baratto domestico" nei momenti di emergenza, «io ti do lo zucchero e tu la testa d’aglio che mi manca», si fa e si scambia un po di baby sitting, e forse ci si invita pure a cena e si diventa amici.
Dimentichiamoci di tutto questo e pensiamo esattamente all’opposto: continui dispetti, velate minacce al limite dell’aggressione, insulti ripetuti e danneggiamenti vari. Praticamente un incubo che si perpetra sotto lo stesso tetto. E’ quello che sta accedendo in un palazzo del centro storico dove gli inquilini si sentono “ostaggio” di un vicino molesto che hanno ripreso con svariate denunce alle Forze dell'Ordine e provvedimenti legali, finora senza alcun risultato.
Le indagini e le procedure da parte delle forze dell’ordine ed, eventualmente, di un Tribunale, si sa, passano attraverso diverse fasi e con tempi piuttosto lunghi. E’ la realtà dei fatti, «anche se nel frattempo la nostra vita sta diventando un inferno, sostengono le famiglie» che si sono appellate alle pagine di un giornale (che è lungi da essere un banco di un tribunale) per richiamare l’attenzione pubblica e quella delle istituzioni. «Tra poco dovremo salire e scendere con una liana perché sta finendo di demolire i gradini delle scale» spiega una signora che oltre a viverci nel palazzo, ha un appartamento che affitta saltuariamente, ovviamente deserto considerata la drammatica situazione.
Anche gli altri lamentano una situazione insostenibile, compresa una coppia di pensionati romani che trascorre le vacanze ad Alghero da decenni, e per questo tanti anni fa’ aveva deciso di comprare una casa. «Proprio quando ci potevamo godere i nipoti nella nostra città da sogno». Piuttosto un incubo a sentirli raccontare le proprie disavventure che, se costituiranno reato sarà ovviamente la Magistratura a fare il proprio corso; altrimenti non resta che affidarsi alla buona provvidenza, alla palla di vetro, o ai servizi segreti per meritarsi un buon vicino di casa.
Foto d'archivio
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