Le prime denunce dell´indagine della Guardia di Finanza di Cagliari risalgono ad aprile. Si tratta di una filiera di tonno contraffatto da oltre 280mila euro sul mercato
CAGLIARI - La Guardia di Finanza di Cagliari, coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica, dott. Andrea Massidda, in collaborazione con i Reparti del corpo di 11 regioni italiane, ha concluso l’operazione denominata “Mattanza” - le prime denunce risalgono ad
aprile - con cui ha smantellato un’organizzata filiera dedita alla contraffazione delle etichette di pregiate confezioni di tonno nonché alla frode in commercio. La truffa avveniva nel seguente modo: sulle confezioni di tonno in scatola venivano apposte senza averne titolo le etichette rappresentanti i marchi figurativi regolarmente registrati dalla società che gestisce e produce il tonno, pescato nelle storiche e rinomate tonnare di Carloforte e Portoscuso in provincia di Cagliari.
Tali confezioni venivano poi commercializzate illecitamente per violazione delle norma in tema di contraffazione dei marchi. Nell'ambito delle operazioni è stato denunciato un responsabile e sono state eseguite perquisizioni presso le aziende di stoccaggio dei prodotti contraffatti. Le ricerche a tappeto hanno interessato circa 350 esercizi di vendita al dettaglio ubicati in 11 regioni italiane, presso i quali i Finanzieri hanno avuto notizia della vendita della particolare merce. Sono state sequestrate dalle Fiamme Gialle 2,3 tonnellate di tonno contenuto in 6.500 scatolette con etichette contraffatte reperite presso gli ignari commercianti. Il valore della merce tolta immediatamente dal commercio è di circa 280 mila euro. Gran parte della merce contraffatta, spacciata per un prodotto d’èlite e venduta a prezzi elevati tipici della particolare nicchia (oltre 120 euro al kilo), è stata sequestrata presso i principali esercizi di vendita di alimenti tipici sardi presenti sull’intero territorio nazionale.
Le indagini delle Fiamme Gialle sono quindi proseguite, attraverso l’analisi della documentazione sequestrata e del materiale rinvenuto, allo scopo di individuare anche la provenienza della materia prima. Tale attività, ha permesso di accertare, attraverso il minuzioso esame dei documenti fiscali, che il prodotto commercializzato proveniva da zone di pesca diverse da quella relativa al tratto di mare delle tonnare di Carloforte e Portoscuso ma veniva spacciato come tale utilizzando, quindi, illecitamente il blasonato marchio e il noto nome commerciale. In tal modo il soggetto segnalato all’Autorità Giudiziaria si è reso responsabile anche del reato di frode in commercio.
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