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Sara Alivesi 7 settembre 2011
"Italians" boccia il modello-Briatore
Sulla visita dell'imprenditore di Cuneo in città ironizza sul suo blog il giornalista del Corriere della Sera. Due visioni contrastanti le loro sul modello di turismo da riservare alla Riviera del Corallo. E che suggeriscono una riflessione: di che turismo vogliamo vivere?


ALGHERO - E' passato un mese dalla toccata e fuga di Flavio Briatore ad Alghero, ma il clamore della sua comparsata in città non si assopisce del tutto in questi scampoli di stagione estiva. Così, all'imprenditore di Cuneo e alle sue teorie in campo turistico, gli risponde dal suo famoso blog del Corriere, "Italians", il giornalista Beppe Severgnini.

L'attenzione dello scrittore sugli "affair" di casa nostra (che pure sono stati ripresi dal suo quotidiano attraverso le immagini di Alguer.tv ndr) è richiamata dalla lettera di una cittadina algherese che racconta dell'invito rivolto a «Briatore il salvatore....da un sindaco con mandato elettorale in scadenza, quale esperto di turismo, per risollevare le sorti di questa città in crisi». «A me - prosegue - risulta che Briatore sia esperto di locali frequentati da veline, calciatori e russi miliardari che spendono in una sera quel che un comune mortale spenderebbe se avesse due vite da vivere, che non vuol dire essere esperti di turismo».

"Scetticismo" condiviso dallo stesso Severgnini: «non credo, sinceramente, che il modello Briatore possa essere una soluzione». Nella sua risposta il giornalista ricorda di aver partecipato di recente ad un incontro a Castelsardo (Un'Isola in Rete ndr) dove era stato invitato anche l'imprenditore, «lui in elicottero, io con Fiat Punto». In quell'occasione Briatore aveva prospettato Ibiza come esempio e Severgnini aveva replicato dicendo che «un luogo magnifico come la vostra Sardegna non ha bisogno di ridursi così».

Gusti o preferenze a parte sulla vocazione turistica da riservare ad un territorio, l'argomento meriterebbe qualche riflessione in più. Per il modello "Billionaire" la Riviera del Corallo non è decisamente pronta. E se pur il patron del locale modaiolo di Porto Cervo ha ammesso di farci «un pensierino», la sua è sembrata più una boutade pubblicitaria che un serio interesse. Non che la città e la costa algherese non meritino l'attenzione di uno, dieci o cento imprenditori pronti ad investire, ma occorre fornirgli le motivazioni e le condizioni per farlo.

Su alcune ci si deve rivolgere ai piani alti - vedi la continuità territoriale nel braccio di ferro tra Governo e Regione - su altre ci si può rimboccare le maniche. Snellendo la burocrazia delle pratiche, potenziando i servizi, rendendo vivibile una città attraverso la viabilità, la pulizia, il decoro e una cultura dell'accoglienza che esiste ma può sempre migliorarsi. In quest'ottica, probabilmente, non si dovrà scegliere una vocazione ma se ne potranno individuare diverse. Turismo della movida, religioso, culturale, sportivo o della Terza Età, a ciascuno i propri spazi e le proprie regole. Oltre alle scelte, e soprattutto al coraggio di prenderle. Non è mai troppo tardi.

Nella foto: Beppe Severgnini
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