Un tira e molla andato avanti per due lunghi anni. Il 4 ottobre nel tribunale di Bergamo in programma il processo penale, cinque gli imputati
ALGHERO - Dopo più di due anni dalla tragedia l’Inail di Sassari ha riconosciuto un’indennità alla vedova di
Mario Soggiu, l’operaio 57enne di Alghero che perse la vita il 15 luglio 2009 cadendo da una rampa di scale nel cantiere del nuovo ospedale di Bergamo. L’istituto di previdenza aveva finora negato l’indennità ai familiari e alla moglie, senza reddito e con due figlie a carico, sostenendo come l’uomo non fosse morto a causa di un incidente sul lavoro. Aveva così congelato il risarcimento anticipando millesettecento euro per il funerale e tremila euro del fondo di sostegno delle vittime di infortuni sul lavoro. Niente di più. Un tira e molla andato avanti per due lunghi anni.
Nel frattempo però, l'istituto nei giorni scorsi ha fatto marcia indietro e corrisposto alla moglie gli arretrati dovuti, pari a circa 25mila euro. Il che potrebbe aprire la strada al riconoscimento delle responsabilità dei cinque imputati (di cui tre bergamaschi) nel procedimento penale per omicidio colposo: l’udienza preliminare è in programma il 4 ottobre nel tribunale di Bergamo davanti al giudice Patrizia Ingrascì.
Soddisfatto a metà per il tardivo riconoscimento il bergamasco Mirco Rota, segretario generale della
Fiom Cgil della Lombardia, il sindacato che fin da subito ha seguito la delicata questione: «Il ritardo dell’Inail oltre ad essere ingiusto e ingiustuficato ha reso per due anni la vita dei familiari della vittima molto difficile, dato che lo stipendio del lavoratore era l’unico reddito». Il fatto aveva creato molto scalpore ad Alghero, tanto che il consigliere regionale
Carlo Sechi aveva interessato la Regione Sardegna, chiedendo un intervento immediato a sostegno della famiglia dell’operaio deceduto, richiamando la legge regionale n.8, approvata recentemente all’unanimità dal Consiglio regionale.
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