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Stefano Idili
11 marzo 2005
Sottufficiale dell’Esercito arrestato per furto ad Alghero
E' stato processato per direttissima e condannato a quattro mesi di reclusione con l’accusa di furto aggravato, del possesso di strumenti di efrazione e di arma da taglio, ma vista l’assenza di precedenti penali è stato subito rimesso in libertà

ALGHERO – Un ventiquattrenne, algherese di adozione, sottufficiale dell’Esercito, che svolge il suo lavoro per lo Stato Italiano nei pressi di Torino, è finito in cella per furto aggravato. Erano le 04.10, quando gli agenti di una pattuglia della Polizia giunti in via Rockfeller, durante un normale controllo notturno, si sono accorti di qualcosa di strano nei pressi di alcune auto parcheggiate. Attirati dalla luce di una pila hanno colto nel buio la figura del ragazzo che, all’interno di una station wagon, si apprestava a portare via tutto ciò che essa conteneva armato di coltello e altri strumenti per svaligiare auto e appartamenti. Alla vista degli agenti il giovane Sottufficiale dell’Esercito non ha opposto resistenza ed è stato subito prelevato e portato all´interno del Commissariato della Mercede. Per il ventiquattrenne non si trattava del primo furto. Infatti, dopo un’approfondita perquisizione nella sua abitazione è stata recuperata una notevole quantità di refurtiva, soprattutto materiale tecnologico e computer. Il ragazzo è stato processato per direttissima e condannato a quattro mesi di reclusione con l’accusa di furto aggravato, del possesso di strumenti di efrazione e di arma da taglio, ma vista l’assenza di precedenti penali è stato subito rimesso in libertà.
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