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Stefano Idili
16 marzo 2005
Nuovo sistema di monitoraggio per i laghi sardi
Il progetto, informa la Regione, sarà realizzato grazie ad una convenzione stipulata con l’EAF e sarà esteso, per il momento, ai più importanti laghi sardi dal punto di vista dell’approvvigionamento idrico

CAGLIARI – E’ stato presentato un nuovo sistema di monitoraggio consentirà di controllare e inviare in tempo reale tutte le informazioni sulla qualità dell’acqua dei bacini artificiali sardi. Durante la presentazione erano presenti l’assessore regionale dei Lavori Pubblici Carlo Mannoni e il Commissario straordinario dell’Ente Autonomo del Flumendosa. Il progetto, informa la Regione, sarà realizzato grazie ad una convenzione stipulata con l’EAF e sarà esteso, per il momento, ai più importanti laghi sardi dal punto di vista dell’approvvigionamento idrico, Bidighinzu, Cedrino a Pedra e’ Othoni, Cixerri a Genna Is Abis, Cuga a Nuraghe Attentu, Fluminimannu a Is Barroccus, Mannu a Bau Pressiu, Mannu di Pattada a Monte Lerno, Mulargia a Monte Su Rei, Temo a Monteleone Roccadoria e Tirso a Sos Canales. Il totale del finanziamento regionale ammonta a circa 2,5 milioni di euro. «E’ noto che nei laghi sardi la qualità dell’acqua è molto variabile nel tempo e nello spazio verticale (le masse d’acqua dislocate a differenti profondità possono avere infatti caratteristiche di qualità anche molto differenti). La conoscenza in tempo reale dello stato di qualità permetterà di scegliere i tempi e le profondità per prelevare l’acqua migliore per gli usi potabili. Tutto ciò consentirà anche di risparmiare sui trattamenti di potabilizzazione», ha spiegato Paolo Botti, funzionario dell’EAF, autore del progetto definitivo e direttore dei lavori. «Il nuovo sistema - ha continuato Vacca - garantirà l’aggiornamento in tempo reale dei dati registrati, e tutto avverrà in meno di un minuto». Il vecchio sistema manuale coesisterà con quello automatico e servirà da riscontro dei dati delle sonde. I lavori, realizzati dalla società CAE di Bologna in appalto integrato con l’EAF, termineranno a metà aprile. Per i primi tre anni, la gestione del sistema di monitoraggio sarà curata dall’EAF, con la supervisione scientifica dell’Università di Sassari. «In futuro - ha concluso Sergio Vacca - sarà possibile estendere la rete agli altri serbatoi artificiali della regione e integrare la funzionalità di videosorveglianza delle dighe con la prevenzione di emergenze legate alla gestione delle piene durante le alluvioni. Il sistema avrà anche una funzione di allerta idrogeologica e di protezione civile».
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