La Compagnia “La Botte e il Cilindro” di Sassari interpreta una fiaba per i piccoli, decimo appuntamento della rassegna di prosa ARCI TNT. Un testo di Francesco Enna per la regia di Pier Paolo Conconi in scena al Centro Culturale Turritano, sabato diciannove e domenica venti marzo alle ore diciotto
PORTOTORRES – Al giro di boa la rassegna Invito a Teatro, promossa dall’ARCI TNT di Portotorres, con il decimo spettacolo in cartellone nel fine settimana che precede la Pasqua. Il Teatro Stabile d’Innovazione per l’Infanzia e La Gioventù “La Botte e il Cilindro” presenta I racconti del focolare (“Contos de foghile”). Le fiabe raccolte in unico volume trovano origine nella tradizione popolare di quasi tutte le regioni tipiche sarde, in particolare il Logudoro, Campidano, Gallura, Goceano e Barbagia. Rispetto ad una prima edizione del 1984, trova posizione anche l’area del Campidanese grazie a fonti del Novecento (Bottiglioni, Bianco, Deledda). Oltre i “Contos de foghile” rappresentati nella commedia, fanno parte della monografia i “Contos de giannile” (le storie della soglia di casa, aneddoti e pettegolezzi), i “Contascias e Contados” (fiabe vere e proprie), i “Contos de birbantes e de maccos” (storie di furbi e sciocchi), le “Paristorias” (leggende).
La trascrizione in lingua sarda, prevede normalmente il criterio etimologico d’autori e studiosi contemporanei, con alcune licenze dialettali, allo scopo d’evidenziare peculiarità fonetiche tipiche di particolari luoghi. E’ il caso dell’Anglona, del Sassarese o del Meilogu dove resistono fonemi aspirati. Lo spettacolo nasce su una ricerca circa le norme della trasmissione della memoria orale, attraverso il lavoro di Francesco Enna. Autore di libri per ragazzi, raccolte di fiabe popolari sarde, s’avvale per la sua descrizione del contatto con i “contadores”. Narratori d’alcuni centri dell’isola, solitamente anziani di gran capacità orante, proposta come una poesia accompagnata da gesti, immagini, movenze dettate da magici codici antropologici. Ciascuno di questi meriterebbe una biografia dedicata per il servizio reso alla custodia della tradizione sarda. Alcuni di loro non sono più viventi, essendo già in avanzata età all’epoca della redazione dei testi. Ricordiamo Giovanni Maria Delogu d’Orani, pastore novantenne lineare nella cronaca non priva di pathos, Maddalena Deriu, casalinga di Macomer, Maria Nudda di Martis o Amelia Piredda di Siligo, Piero Depperu di Luras e così via tanti altri. La vicenda tratta con una colorata metafora infantile il rapporto fra bene e male inscenato da un principino viziato e gli elementi avversi contrapposti dal diavolino che in fine soccomberà, liberando la bellissima sposa di turno. Diretti da Pier Paolo Conconi, sul palco Stefano Chessa, Luisella Conti, Nadia Impero, Antonella Masala, Consuelo Pittalis. Una bella favola di un ora che ammalierà tutti i bambini, che con l’occasione potranno, data la ricorrenza, festeggiare i loro papà.
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