Nel mirino la Regione per i ritardi accumulati che rischiano, secondo l´opposizione, di compromettere l´avvio da marzo della nuova continuita´. Appello del sindaco di Alghero. Interpellanza in Regione. Enac convocata per venerdì
ALGHERO - L'ennesimo colpo di spugna dell'Alitalia nella programmazione dei voli da e per Alghero mette in allarme la politica locale, oltre a rendere sempre più gravosi i collegamenti con la Penisola. Dopo la cancellazione del Linate-Alghero delle 9.05 e dell'Alghero-Milano Linate delle ore 19.40, ora è il turno di Roma (cancellato il primo volo da Alghero delle 7 e il ritorno dalla Capitale alle 10.25) e Torino (eliminata l'andata dell 6.25 e il ritorno delle 22.40). E le decisioni unilaterali della compagnia di "bandiera" sarebbero giustificate dalla scadenza della proroga sulla continuità territoriale. Da Cagliari l'assessore regionale ai Trasporti Christian Solinas conferma la convocazione d’urgenza «per venerdì dell’Enac e dei vettori al fine di affrontare e risolvere con immediatezza le criticità segnalate».
Sindaco Marco Tedde. «Questi episodi - scrive il Primo cittadino di Alghero - tutt’altro che isolati consolidano la palpabile sensazione di isolamento e solitudine percepita dai sardi letteralmente prigionieri ed ostaggi delle compagnie aeree e marittime». E si rivolge al Governatore Cappellacci: «Ritengo necessario, Onorevole Presidente, un Suo forte ed autorevole intervento affinché cessi il comportamento arrogante di Alitalia che rischia di penalizzare ancora i sardi e tutti coloro che per ragioni diverse desiderano raggiungere la Sardegna».
Interpellanza in Regione. I due consiglieri regionali del Pd, Mario Bruno e Francesca Barracciu, hanno consegnato un'interpellanza in Regione sulla questione. Così hanno dichiarato i due onorevoli che puntano il dito contro l'esecutivo di Cappellacci: «Siamo prigionieri a casa nostra, grazie alla gestione pasticciata e confusa della continuità territoriale da parte del presidente della Regione e degli assessori che si sono succeduti». A questo punto «è difficile ipotizzare chela nuova continuità veda la luce entro la data prestabilita, cioè il prossimo mese di marzo». Per di più, «abbiamo scoperto che neppure il governo si fida: il ministro dei Trasporti non ha firmato i decreti per l'imposizione degli oneri di servizio perchè mancava la copertura finanziaria». Non solo, i dubbi dell'opposizione pesano anche sulla scelta del futuro modello che garantisce solo le rotte per Roma e Milano.
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