Un musical d’altri tempi, il varietà che rievoca le bischerate del mitico Giannino Stoppani. L’eroe dei piccoli ideato da Vanna, portato sulle scene televisive da Lina Wertmuller con la giovanissima Rita Pavone, riadattato nelle scenografie di Giuliana Spinelli, per la regia di Bruno Fornasari. Con Marco Morandi, un numeroso cast d’attori e ballerini. Fra gli interpreti Giacomo Valenti, Dora Romano, Corinne Bonuglia e Angelica Dettori. Si replica sabato ventisei al Teatro Verdi
SASSARI – E’ stata la colonna sonora di una generazione: “Viva la pappa col pomodoro”. L’inno cantato da Giannino Stoppani, mitico eroe, irriverente protagonista de “Il Giornalino di Gianburrasca”, nato dalla penna dell’indimenticabile Vanna. Nel 1964 una giovanissima Rita Pavone ne fece il serial televisivo culto, diretto da Lina Wertmuller. Una versione trash anni ottanta, n’occupò anche il grande schermo grazie al ciclone Alvaro Vitali.
La nuova felice versione teatrale è il musical “Gianburrasca”, diretto da Bruno Fornasari, sulle musiche di Nino Rota. La produzione di Lorenzo Vitali riporta in auge un icona del nostro immaginario collettivo. Lo spettacolo ha debuttato lo scorso gennaio al Teatro Sociale di Como. Dopo le tappe di Torino, Bari e Roma (Teatro Olimpico), una lunga serie di successi ha riscosso al Teatro Nuovo di Milano dove è stato replicato sino a metà marzo. Reduce dal Manzoni di Monza, la prima al Teatro Verdi di Sassari nel giovedì santo che precede la Pasqua. Nella Firenze d’inizio secolo (1905), si alternano le vicende della famiglia Stoppani. Esponente di una decadente borghesia in caduta libera con velleitarie ambizioni di protagonismo, nell’iniziale bell’epoque che precede la prima grande guerra. Quattro ambientazioni dorsali per due atti scenici. Divertenti nei testi, belli nelle musiche degli orchestrali dirette da Eyal Lerner, generosi nei balletti per le coreografie di Stefano Bontempi. Nelle feste di casa Stoppani, organizzate principalmente per maritare le due figlie Virginia e Ada (Corinne Bonuglia e Chiara Rivoli), l’impegno più duro è tenere a bada le peripezie del piccolo Giannino, ribattezzato Gianburrasca, (un sorprendente Marco Morandi) proprio per le sue goliardiche imprese. Giannino organizza gli scherzi più audaci a scuola e nella festa nuziale della prima sorella Virginia. Questa, spinta dal padre, più interessato alla moneta rispetto alle bigotte preoccupazioni della mamma (Dora Romano), ha sposato l’avvocato Maralli (Michele Radice); benestante rampollo d’estrazione socialista anti clericale, avviato ad una promettente carriera politica governativa. Le conseguenze esplosive alle sue marachelle, spediranno Giannino direttamente in collegio. Qui la solidarietà cameratesca, condivisa con i compagni di sventura, condurrà Giamburrasca eroe di brigata. Le sue invenzioni varranno la dignità sociale al refettorio, conquistando l’agognata pappa al pomodoro. Il ritorno a casa sarà il “morbido incontro” dei mondi da sempre contrapposti. Quello educativo, non sempre nitido degli adulti, e l’altro, spensierato e sincero dei ragazzi. Dopo circa tre ore di una bellissima storia strappa sorrisi, abbiamo incontrato il protagonista fra le quinte, visibilmente stanco quanto soddisfatto.
«…Lo spettacolo sta andando molto bene. Ora ci fermeremo per la pausa estiva (sabato ventisei, la seconda replica al Verdi ndr). Ne profitterò per lavorare all’ultimo disco che dovrebbe uscire nel 2006. In autunno riprenderemo questo spettacolo riportandolo in giro per l’Italia…». Lo lasciamo ai bambini (innocenti esche per tante mamme interessate) che gli chiedano l’autografo. Non sì è risparmiato Marco in un bel lavoro. Ha recitato, cantato, ballato, confermando una decisa maturazione rispetto agli esordi un po’ anticipati degli anni scorsi. Una buona notizia di questi tempi, dove i sorrisi sono sempre più rari e preziosi.
Sassari – Teatro Verdi sabato 26 ore 21.00
Nella foto: il ritorno a casa di Giamburrasca
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