Lo rende noto Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” avendo appreso della «palese ingiustizia nei confronti di due innocenti»
CAGLIARI - Un bambino di due anni di età e una bimba di appena 6 mesi hanno trascorso due giorni e due notti in una cella di Buoncammino. I piccoli sono stati arrestati insieme alla mamma G.O. di nazionalità nigeriana lunedì 9 gennaio alle 6.45, nonostante un’apposita normativa stabilisca che solo condizioni eccezionali possono giustificare la permanenza in un carcere di creature di così tenera età.
La vicenda è stata chiarita e risolta in mattinata, dopo che il giudice Alessandro Castello ha effettuato l’interrogatorio di convalida dell’arresto alla donna che si è presentata al Magistrato accompagnata dall’avv. Luisella Pani e dai piccoli tra le braccia. Preso atto della situazione, il Magistrato ha disposto quindi immediatamente gli arresti domiciliari e la donna ha potuto far rientro nella sua abitazione.
Lo rende noto Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” avendo appreso della «palese ingiustizia nei confronti di due innocenti». «Ancora una volta – sottolinea l’ex consigliera regionale socialista – la mancanza a Cagliari di un Istituto a custodia attenuata ha costretto una donna e i suoi figlioletti a subire la custodia cautelare in carcere, un luogo tutt’altro che idoneo ad ospitare bimbi in tenera età. Lo Stato in Sardegna continua a non rispettare il principio delle pari opportunità negando un diritto alle madri e imponendo ai piccoli un evidente trauma».
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