«noi chiederemo ancora al Governo quando incontreremo il Presidente del Consiglio dei Ministri, che abbiamo già fatto la nostra parte per la difesa nazionale e per la difesa dell’occidente nell’Alleanza Atlantica. Adesso ci deve essere dato il cambio»
CAGLIARI - «Che si sia riscontrato o no inquinamento da radioattività, il problema è rappresentato dalla costanza della fonte di rischio. E questa fonte è la presenza di un punto d’appoggio per sommergibili nucleari alla Maddalena». Il presidente della Regione Renato Soru ha parlato davanti alla Commissione Ambiente del Senato che alcuni mesi fa aveva avviato un’inchiesta sui rischi di inquinamento nucleare nella Sardegna nord-orientale. Soru, con l’assessore all’Ambiente Dessì, ha ribadito: «noi continuiamo a chiedere in ogni sede, e lo chiederemo ancora al Governo quando incontreremo il Presidente del Consiglio dei Ministri, che abbiamo già fatto la nostra parte per la difesa nazionale e per la difesa dell’occidente nell’Alleanza Atlantica. Adesso ci deve essere dato il cambio». Senza cadere in un antiamericanismo spicciolo Soru ha inoltre detto: «chiediamo che gli americani vengano da turisti, chiediamo che lascino la Sardegna con amicizia, come con amicizia sono venuti», il presidente della Regione ha spiegato perché in particolare quel pezzo del territorio della Sardegna non può continuare a convivere con una presenza militare di quella natura: «la Maddalena è una piccola città sarda abitata tutto l’anno, sull’arcipelago si affacciano altre località, che d’estate diventano addirittura sovrappopolate. Quell’area è uno dei punti di richiamo del turismo internazionale, c’è un parco nazionale, uno internazionale delle Bocche di Bonifacio, un pregio ambientale elevatissimo, che rende incompatibile anche un lontano rischio di incidenti nucleari». Renato Soru ha evidenziato che ogni ipotesi di sviluppo economico in quella zona della Sardegna si fonda sull’ospitalità turistica e l’economia locale legata alla qualità dell’ambiente. «Quella comunità, quelle comunità, e quella più vasta che è la Regione autonoma della Sardegna, devono potere programmare questo sviluppo senza un così grave vincolo e senza che pesi su tutti questa grave minaccia sia pure soltanto ipotetica rappresentata dal transito dei sommergibili a propulsione nucleare e dalla loro sosta in un’isola interdetta agli usi civili».
A proposito del rischio ambientale reale e ipotetico, sia il presidente della Regione che l’assessore Dessì hanno affermato che nessun rapporto ufficiale rileva con certezza inquinamento da radioattività alla Maddalena, che risulti alla Regione. «Ma il sistema di rilevamento è obsoleto, vecchio di trent’anni, soggetto a guasti, a tempi morti durante il ricambio, che ne mettono in discussione l’efficacia, proprio perché ogni sistema di rilevamento ambientale si fonda sulla costanza dell’attività».
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