Sembra sempre più certa la consegna della cooperante sarda del Cisp ad un mediatore che sta seguendo le fasi del rilascio come contropartita ad altri detenuti mauritiani
SAMUGHEO - E' un'attesa snervante: passano le ore e i giorni dalle prime notizie sulla presunta liberazione di Rossella Urru circolate sabato (3 marzo) da un sito giornalistico della Mauritania e ancora nessuna conferma dalla Farnesina. Sembra sempre più certa la consegna della cooperante sarda del Cisp - rapita il 23 ottobre del 2011 da un campo profughi dell'Algeria - ad un mediatore che sta seguendo le fasi del rilascio come contropartita ad altri detenuti mauritiani.
Con lui, Rossella sarebbe in marcia nel deserto, in attesa di essere consegnata alle autorità italiane e tornare finalmente a Samugheo dove l'attende da mesi la sua famiglia. Intanto lunedì all'angoscia dei parenti e amici, si sono aggiunte le polemiche sulle affermazione dell'eurodeputato della Lega Borghezio che avrebbe definito il volontariato «una moda cattocomunista e radical chic spesso poco trasparente». Seccata la risposta del Governatore Ugo Cappellacci: «solo spazzatura politica».
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