|
Stefano Idili
11 aprile 2005
L’involucro non poteva esplodere Resta la paura per il gesto dimostrativo
La notizia, di una bomba all’Ufficio Idrico, si è era subito diffusa in tutta la città. Sul luogo si erano precipitati le autorità cittadine, tra cui il Sindaco Marco Tedde, l’assessore, ai servizi idrici, Altea, la stampa regionale e nazionale e le forze dell’ordine

ALGHERO – Non sarebbe mai esploso il contenitore nero trovato sul portone dell’Ufficio Idrico. I coraggiosi Artificieri, giunti da Sassari dopo un’ora circa dal ritrovamento dell’ordigno, hanno definitivamente accertato che l’oggetto ritrovato non avrebbe potuto nuocere a nessuno. Infatti, la polvere bianca contenuta all’interno del tubo di cartone, dove si trovavano anche due batterie, era solo del gesso. Ad un sguardo inesperto sicuramente l’oggetto poteva realmente sembrare un ordigno, visti i fili elettrici che spuntavano fuori, l’involucro nero e il nastro isolante rosso che avvolgeva il tutto, ma il controllo degli artificieri ha accertato che il contenuto non era materiale esplosivo. La notizia, di una bomba all’Ufficio Idrico, si è era subito diffusa in tutta la città. Sul luogo si erano precipitati le autorità cittadine, tra cui il Sindaco Marco Tedde, l’assessore, ai Servizi Idrici, Luigi Altea, la stampa regionale e nazionale e le forze dell’ordine, che non hanno perso tempo nel chiudere al traffico la zona eventualmente interessata da un ipotetico scoppio. Le indagini di Carabinieri e Polizia, partono dalla rilevazione delle probabili impronte lasciate da chi ha compiuto il gesto dimostrativo. Nonostante l’impossibilità a recare alcun pericolo il fatto ha lasciato interdetti sia i dipendenti dell’Ufficio Idrico che l’assessore Altea, il quale presume che il gesto non sia da ricondurre all’operazione di riscossione coattiva delle bollette dell’acqua, decisa dal Comune, azione che sicuramente non ha raccolto le simpatie di buona parte della popolazione algherese.
Commenti
|