«Chi ha successo è perché ha avuto la capacità di fare ricerca e innovazione, la capacità anche di andare a prendere le collaborazioni con i migliori»
CAGLIARI – Il presidente Soru, a margine del convegno della Margherita sull’agroalimentare in Sardegna, è intervenuto in merito alla rovente polemica che si è sollevata nelle ultime ore sull’utilizzo di professionisti non sardi in alcuni posti di lavoro. «cos’hanno fatto gli Argiolas? Innovazione, innovazione di prodotti. Hanno chiamato non uno enologo di Lunamatrona o della Marmilla ma uno enologo dalla Toscana. Non si sono vergognati. Hanno chiamato uno enologo da fuori per vendere prodotti fortemente identitari della Sardegna». Poi Soru ha affrontato la questione del ricorso, da parte della ditta Argiolas, a un enologo toscano: «Abbiamo enologi in Sardegna, ma loro non si sono accontentati, ne hanno cercato uno più bravo, si sono serviti di uno ancora più bravo, che oltre ad essere più bravo avesse una visione del mondo, una visione di quello che accade in giro. E grazie anche a questo signore, oggi “vendono” la Sardegna e hanno dato qualità, orgoglio, consistenza al nostro patrimonio e anche al nostro orgoglio regionale». Per il presidente della Regione «chi ha successo è perché ha avuto la capacità di fare ricerca e innovazione, la capacità anche di andare a prendere le collaborazioni con i migliori. Noi non abbiamo paura di chi viene a comprarci la terra, a comprarne dei pezzi enormi, a prendersi parte importante dei contributi, a venire qui promettendoci mari e monti e lasciandoci quasi sempre pochissimo. Abbiamo magari timore di lasciarci convincere da uno che viene con niente, ma con intelligenza, cultura, conoscenze, si porta a casa un compenso dopo un po’ di tempo e poi ci lascia più ricci anziché più poveri. Quindi questa apertura mentale fa parte di questi casi di successo».
Nella foto: il Presidente Renato Soru
Commenti