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Stefano Idili 17 aprile 2005
Grande interesse per il convengo sul trasporto aereo
L'On. Attili ha prospettato uno scenario in cui i vettori tradizionali operino sui collegamenti nazionali con caratteristiche di servizio pubblico (possibilmente in regime di continuità territoriale e con i contributi pubblici), mentre i vettori low cost si occupino dei voli da e verso aeroporti esteri


SASSARI – Ha ottenuto un buon riscontro il convegno “Trasporto aereo e tutela del passeggero nella prospettiva europea” organizzato dalle Facoltà di Giurisprudenza e di Economia dell’Università di Sassari e dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Teramo. Un tema molto sentito e particolarmente attuale, anche per l’entrata in vigore del regolamento comunitario n. 261 del 2004, entrato in vigore l’11 febbraio scorso. L’iniziativa è nata per stimolare il dibattito sugli equilibri contrattuali nel trasporto aereo, e per comprendere fino a che punto possano dirsi superati gli assetti a suo tempo introdotti dalla Convenzione di Varsavia del 12 ottobre 1929 e dalle normative che, come il codice della navigazione del 1942, a tale disciplina si sono ispirate. Alla manifestazione, in una sala conferenze di Villa Mimosa, a Sassari, particolarmente gremita di addetti ai lavori, ha partecipato il fior fiore dei docenti di diritto dei trasporti, diritto privato e di diritto della navigazione a livello nazionale, ed anche ospiti particolarmente qualificati come l’onorevole Antonio Attili, consigliere di amministrazione dell’ Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), considerato il “padre” della legge sulla continuità territoriale. E grande attenzione è stata riservata proprio all’intervento di Attili, che inevitabilmente si è soffermato sulle questioni di scottante attualità legate alla vicenda della continuità territoriale, sia con riferimento alla recente decisione del TAR del Lazio che con riferimento al contenzioso che si profila con la Ryanair per il collegamento Alghero - Roma Ciampino, prospettando, a questo riguardo, uno scenario in cui i vettori tradizionali operino sui collegamenti nazionali con caratteristiche di servizio pubblico (possibilmente in regime di continuità territoriale e con i contributi pubblici), mentre i vettori low cost si occupino dei voli da e verso aeroporti esteri. Si è poi entrati subito nel vivo con le relazioni programmatiche, nelle quali Vincenzo Zeno–Zencovich, ordinario di privato comparato nell’Università di Roma Tre, ha parlato delle nuove condizioni generali di contratto nel trasporto aereo, sottolineando gli aspetti giuridici di maggior interesse, legati soprattutto al diritto di informazione del passeggero riguardo alla complessa regolamentazione del rapporto contrattuale predisposta dal vettore, ed evidenziando una sostanziale mancanza di concorrenza tra le compagnie sotto questo profilo. Le più significative novità recentemente introdotte dalla Convenzione di Montreal del 28 maggio 1999 (entrata in vigore il 28 giugno 2004) in materia di responsabilità del vettore aereo internazionale per i sinistri alla persona del passeggero sono state illustrate da Silvio Busti, straordinario di diritto della navigazione nell’Università di Trento, il quale ha pure evidenziato le difficoltà interpretative legate al sovrapporsi di diverse fonti normative. Bruno Franchi, nella sua duplice veste di docente di diritto dei trasporti nell’Università di Modena e Reggio Emilia e di presidente dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, si è infine soffermato sulla complessa ed attuale problematica della sicurezza nel trasporto aereo, nel suo duplice aspetto di safety e di security, con riferimento al continuo evolversi della normativa in questo settore soprattutto su impulso delle organizzazioni internazionali dell’aviazione civile.
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