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Stefano Idili
17 aprile 2005
Piano Sociale, polemica tra il Prof Vecchiato e l’On Capelli
«I contenuti non sono “copiati” dal piano del Veneto (che non c’è) bensì dalla Costituzione, dalla riforma sanitaria, dalla legge quadro sui servizi sociali. E di questo siamo ovviamente contenti»

CAGLIARI - Il Professore Tiziano Vecchiato, consulente dell´assessorato alla Sanità per il Piano Sociale, risponde alle accuse dell’ On. Robero Capelli dell’Udc. Il consigliere regionale del partito di Casini e Buttiglione aveva senza mezzi termini accusato il porf. Vecchiato di avere copiato il Piano Sociale presentato in Sardegna da quello veneto. «Ho letto le affermazioni - ha detto Vecchiato - dell’ex assessore regionale alla Sanità Roberto Capelli e mi sono chiesto le ragioni di accuse così gravi e infondate. Non ne ha vantaggio chi le fa, se poi non è in grado di dimostrarle. Supponendo che l’ex assessore sia una persona seria, mi sono chiesto in che termini la sua affermazione poteva avere qualche fondamento, pur essendo falsa nella sostanza. Se l’ex assessore conoscesse il Piano della Regione Veneto, saprebbe che non esiste, in quanto non è mai stato approvato dal Consiglio regionale. Saprebbe anche che il testo proposto dalla Giunta veneta (purtroppo per il Veneto) è diverso da quello approvato dalla Giunta della Regione Sardegna. Sarebbe anzi auspicabile che la Regione Veneto, quando metterà mano al proprio piano (da dieci anni il Veneto non approva un Piano regionale) prenda esempio dalle scelte strategiche della Regione Sardegna (e di questo potrebbe essere orgoglioso)». Nel proseguo Vecchiato conferma che «la Fondazione Zancan ha collaborato non solo con la Regione Veneto, ma anche con altre Regioni, alla predisposizione dei rispettivi Piani. È ugualmente vero che abbiamo collaborato con il Ministero della Salute e con il Ministero delle Politiche Sociali Non credo che di questo dobbiamo vergognarci. Anche grazie a queste esperienze conosciamo bene i problemi da affrontare per fare un buon Piano (tecnici, strategici, politici). Questo modo di fare e di essere non ci appartiene. In questo modo numerose proposte sono diventate scelte generali, riconoscibili nelle norme nazionali e regionali. Non abbiamo ragioni per nasconderlo». Il professore conclude sottolineando che « se Capelli intendesse dire che il piano proposto dalla Giunta regionale è centrato sui valori della persona, della famiglia, della integrazione sociosanitaria, delle collaborazioni solidali nella comunità locale, allora questo è proprio vero, ma con una precisazione: questi contenuti non sono “copiati” dal piano del Veneto (che non c’è) bensì dalla Costituzione, dalla riforma sanitaria, dalla legge quadro sui servizi sociali. E di questo siamo ovviamente contenti».
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